Pet Sematary di Stephen King – Recensione

Pet Sematary è l’ottavo romanzo del Re dell’horror Stephen King, pubblicato nel lontano 1983, ma tornato alla ribalta grazia al nuovo adattamento cinematografico che uscirà tra poco in America e a Maggio in Italia. Ecco la recensione del libro.

Pet Sematary vede come protagonista la famiglia Creed, composta da Louis, Rachel, Ellie, Gage e il loro gatto Winston Churchill, chiamato Church. La famiglia si è trasferita nel Maine e qui conosce Jud Crandall, il loro nuovo vicino. Un ottantenne molto cordiale che gli farà visitare il loro nuovo quartiere e li porterà, per la prima volta, a Pet Sematary, il cimitero degli animali. Un posto molto oscuro avvolto dalla sensazione della morte.

Questa è la sinossi, ma non voglio dire altro per non spoilerare. Iniziamo a parlare del libro, ma non a livello di trama.

Ho letteralmente adorato Pet Sematary. Per il momento, nella produzione di King, lo trovo inferiore solo a Il Miglio Verde.

Il romanzo è scritto molto bene, e su questo non avevo alcun dubbio. King sa decisamente scrivere. Ma quello che colpisce in questo libro è la costruzione dell’atmosfera. Il libro non è inquietantissimo per gli avvenimenti, ma per la costruzioni di essi. La tensione e la curiosità crescono pagina dopo pagina.

Questo perché King ci fa capire che qualcosa di oscuro sta avvenendo e porterà a qualcosa di molto grave e spaventoso, ma non sappiamo quando. Lo avvertiamo sin dalle prime pagine, soprattutto nel momento in cui viene presentato al lettore Pet Sematary per la prima volta.

E quando si arriva all’atteso avvenimento cruciale si ha un tensione in corpo che non ti permette di staccarti dal libro. E il tutto termina con un finale quasi aperto, ma perfetto. È un finale che spiazza molto, ma allo stesso tempo non poteva essercene un altro.

Come dicevo c’è un atmosfera molto tesa e dark, oscura, e questo forma è senz’altro dovuta anche al tema che questo romanzo affronta, ovvero la morte, in tutte le sue forme. Un tema molto difficile, che spesso viene nascosto, soprattutto ai bambini, ma di cui, in realtà, è importante parlare perché tutti noi viviamo in un modo circondato dalla morte. Non c’è modo di sfuggire ad essa e di controllarla, è lei che l’avrà sempre vinta su di noi.

Il romanzo di King ci dice questo, si può quasi definire fatalista, ma non si può dire che non abbia ragione.

Questo sono le mie considerazioni su Pet Sematary, e io ve lo consiglio molto, anche ai non amanti del genere horror, vedrete che non è un romanzo veramente di genere.

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La recensione finisce qui, ma ora tocca a voi. Avete letto Pet Sematary? Vi è piaciuto? State aspettando come me il film? Scrivete tutto nella sezione commenti. Io vi ringrazio di aver letto e vi invito a seguire il blog. Grazie mille e alla prossima.