L’Assassinio del Commendatore – Libro Primo – Recensione

L’Assassinio del Commendatore è l’ultima fatica del famoso autore giapponese Haruki Murakami, di cui ho già letto 1Q84. Questo romanzo è diviso in due volumi e oggi vi parlerò del primo: “Idee che Affiorano”.

Il protagonista di questo nuovo romanzo è un pittore, di cui non conosciamo il nome, che viene lasciato dalla moglie. Affranto dalla fine del suo matrimonio, decide di compiere un viaggio e anche di dire addio al suo lavora di ritrattista. Grazie ad un amico, Masahiko, trova un posto dove stare, ovvero la casa del padre di Masahiko, anche lui pittore. E proprio in questa casa trova un quadro nascosto, ovvero L’Assassinio del Commendatore. E da qui parte il vero romanzo.

Per la mia modestissima opinione, è un libro sicuramente bello, ma che ci ha messo del tempo per coinvolgermi senza però avermi catturato mai del tutto.

Credo in parte ciò sia dovuto allo stile. Il romanzo è molto americano, si notano dei grandi omaggi a questa lettura, soprattutto a Fitzgerald e al suo Gatsby e non è una letteratura per la quale impazzisco, nonostante abbia un ottimo valore.

Perciò viene un po’ a mancare quello stile che invece avevo adorato in 1Q84. Detto questo, però, il romanzo è comunque scritto bene e rimane ancora salda la firma di Murakami.

Ne “L’Assassinio del Commendatore” Murakami unisce i due aspetti che lo caratterizzano nella produzione letteraria (cosa che avviene anche in 1Q84): ovvero unisce realismo a surrealismo.

La prima parte è molto realista e introspettiva, con il viaggio di questo pittore che è reale, ma allo stesso tempo molto metaforico, con il suo perdersi d’animo e il suo cercare di trovare la sua strada, e anche l’ispirazione per dipingere. E questa è la parte anche più americana, si può dire.

Mentre da metà romanzo in poi si entra nel surrealismo, tutto diventa decisamente più grottesco ed entra in campo anche un po’ di mistero, che trova solo una parziale risoluzione alla fine di questo primo volume. Quindi, come suggerisce il titolo, si ha un po’ di giallo/noir. Questa è la parte decisamente meno americana, ci sono stati dei pezzi che mi hanno ricordato tantissimo 1Q84.

Per chiudere, credo che “L’Assassinio del Commendatore – Idee che Affiorano” sia un buon libro, ma non una capolavoro. Vero è che manca il secondo volume, che ho già acquistato, per poter giudicare tutto l’operato.

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