Suspiria di Luca Guadagnino – Recensione No Spoiler

Suspiria, diretto da Luca Guadagnino, è il remake dell’omonimo film del 1977 di Dario Argento, pellicola che ha rivoluzione il cinema di stregoneria, il gotico e l’horror e proprio per questo è riconosciuto come un capolavoro di genere e non solo.  Ecco la recensione di questo attesissimo remake.

Avevo già parlato brevemente di Suspiria nella mia lista di film da guardare ad Halloween. Eccovi il link di rimando: http://www.mjpsreviews.com/2018/10/28/10-film-e-una-serie-da-vedere-ad-halloween/

Ma ora parliamo del remake. A me è piaciuto, ed è stranissimo perché non sono un gran fan dei rifacimenti, nonostante ce ne siano alcuni che sono riuscito ad apprezzare.  Questo perché Guadagnino è riuscito a dare la sua visione di Suspiria, riprendendo Argento, ma non copiandolo.

La sceneggiatura è stata scritta da David Kajganich, che aveva già collaborato con Guadagnino in “A Bigger Splash”, ed essa è molto diversa dall’originale. L’antefatto è lo stesso, ovvero una ballerina americana, Susie Bannion, entra in una famosissima compagnia di danza di Berlino (nell’originale era un scuola). E finisce qua. Tutti gli avvenimenti, dall’antefatto in poi, sono completamente diversi. 

La sceneggiatura è molto buona. I personaggi sono scritti bene, i dialoghi anche e i temi vengono trattati molto bene. Si parla di maternità. Si analizza il rapporto tra le maestre della compagnia, così come quello tra Susie e la madre e tra Susie e Miss Blanc, che si uniscono molto nel periodo di permanenza di Susie nella compagnia. Ci viene mostrato il lato oscuro della maternità, perché alle volte non è sempre amore, ma potere. 

E infatti l’abuso di potere è un altro tema presente nella pellicola. Abbiamo le matrone che sono molto dure con le studentesse e ci troviamo nella Germania del ’77, ancora divisa dal muro, che deve fare i conti con l’Olocausto, una tragedia avvenuta per abuso di potere. E assistiamo anche al pentimento della Germania per l’Olocausto, ma non trovo che sia stato un tema affrontato benissimo. A mio parere è stato buttato un po’ là.

Non mi è piaciuta la parte finale. Purtroppo Suspiria si va un po’ a perdere con lo scorrere del tempo. Infatti, se la prima parte è davvero bella, la seconda non lo è altrettanto e il finale ancora meno. Un finale molto strano e assurdo che stona molto con il resto del film. Si tralasciano i sospiri, i lunghi silenzi paurosi per dar spazio all’orrido. Mi è proprio sembrato di passare ad un B-movie.  

E lo stesso pensiero si trasferisce, ahimè, alla regia. Guadagnino è stato bravissimo. Come dicevo prima ha davvero dato la sua visione di Suspiria e, sebbene c’è la voglia di omaggiare Argento, c’è anche quella di dare qualcosa di proprio. Rimane l’eleganza, lo stile estetico mozzafiato, ma i colori si trasformano e non sono più primari, così come lo stile registico, che resta quello di Guadagnino.  

Grande plauso va alla scena della prima morte, che è pura magia visiva per come è stato costruita e montata. Non convince, invece, il finale che, anche visivamente, perde molto. È molto confuso, assurdo, non si capisce perfettamente cosa stia avvenendo, sebbene ci sia un buonissimo utilizzo dello spazio. Ma è l’unica nota positiva che riesco a trovare. Purtroppo, si perde l’eleganza, l’aspetto estetico e tutto quello che ha caratterizzato il film per passare all’assurdo, ad un horror di serie B.

Molto interessante la fotografia fredda e oscura, tranne che nel finale, dove trionfa il rosso. Bellissime le scenografie, soprattutto la scuola, e un sonoro perfetto. C’è molto attenzione alla musica, ai gemiti e, soprattutto, ai sospiri, molto presenti in questo film e decisamente molto paurosi. 

Ultima nota di merito è quella per gli attori, che secondo me sono stati tutti molto molto bravi, più di tutti Tilda Swinton. Grandissima attrice che ci ha regalato non uno, non due, ma ben tre personaggi in questa pellicola. E ci è riuscita divinamente, dimostrando di essere una grande attrice.  

Vi consiglio Suspiria? Sì, ma allo stesso tempo no, perché non è un film per tutti. Se vi piace il cinema horror, il cinema autoriale e siete già fan del Suspiria di Argento, allora sì, perché questo film è fatto più per una nicchia. Se, invece, siete più cultori dell’horror pop con jump-scares e proprio per niente amanti dell’horror, no. E lo dico perché avevo vicino un gruppo di quattro ragazze che non avevano il bagaglio necessario per comprendere il film.

La recensione è finita. E voi cosa dite? Avete visto Suspiria? Cosa ne pensate? Andrete a vederlo? Scrivete tutto nei commenti. Se la recensione vi è piaciuta condividetela, e seguitemi, o tramite e-mail, o sui social, Twitter o Facebook. Grazie per aver letto e alla prossima.