Vice – L’uomo nell’Ombra – Recensione No Spoiler

Vice – L’uomo nell’Ombra è il nuovo film di Adam McKay, regista e sceneggiatore de “La Grande Scommessa”. In questo nuovo film biografico ci parla di Dick Cheney, vicepresidente dell’amministrazione Bush, famoso per essere stato il vice più potente di sempre, nonché uno dei politici meno amati nella storia. Ecco la recensione.

Vice – L’uomo nell’Ombra è una satira che, a mio parere, migliora con lo sviluppo del film. La pellicola inizia con l’11 Settembre e poi si sviluppa quasi tutto in flashback per raccontarci tutta la vita politica di Cheney fino, appunto, all’11 Settembre per poi arrivare quasi ai giorni nostri. 

E proprio per questo l’elemento satirico tarda un po’ ad arrivare, ma diventa sempre più forte man mano che il film avanza. E questa cosa mi è piaciuta molto.

Insieme a questa satira c’è anche un elemento drammatico e critico e si amalgamano bene. La sceneggiatura di McKay riesce a raccogliere in due ore la vita di Cheney, una critica alla politica americana, una critica agli americani e, per non farsi mancare niente, ci ironizza su. Ma è un ironia sottile. Non è un film che fa sbellicare dalle risate, perché non è questo lo scopo della satira. Ne ha un altro, ovvero utilizzare l’ironia per invitare ad una riflessione. 

E proprio per questo io invito alla visione di questo film. Perché Vice – L’uomo nell’Ombra ci mostra esattamente a cosa può portare avere degli incompetenti ed ignoranti al potere, e come ci arrivano, soprattutto. Direi che è un argomento attuale più che mai, non solo in Italia ma nel mondo. 

Mi è piaciuto molto il finale, dove assistiamo ad una rottura della quarta parete ed è presente un dialogo grandioso. E ho anche adorato la scena post-crediti, che è molto divertente e prende in giro lo stesso film. Perciò restate a guardare i titoli di coda.

Non mi è piaciuto l’uso del narratore. Di per sé l’idea del narratore- ovvero la sua identità- è carina, quasi geniale oserei dire, ma ci sono intere parti dove lui parla tanto. Io odio abbastanza gli spiegoni e in questo film ce ne sono tanti. Avrei preferito che parlasse di meno e che si vedesse di più. Fortunatamente nella seconda parte è molto meno presente.

Registicamente il film non stupisce. Se devo confrontare la regia di McKay in Vice – L’uomo nell’Ombra e in La Grande Scommessa, vince quest’ultima, assolutamente. Secondo me, McKay è stato un po’ confuso. Ha voluto fare troppo cercando di inserire troppi stili registici in un solo film e alcune volte non funziona, tant’è vero che usa la dissolvenza molto spesso quando cambiano i toni, scelta che non condivido assolutamente. 

Molto buono il reparto tecnico. Un trucco eccellente (Bale era irriconoscibile), un montaggio che ha fatto quello che poteva e delle belle scenografie.

La vera forza del film sta nel cast. Il miglior Bale che abbia mai visto, un Amy Adams bravissima come sempre, un Sam Rockwell straordinario, Steve Carell che ci regala la sua migliore performance da Foxcatcher, Tyler Perry che veste bene in un ruolo drammatico. Cast eccezionale che ha elevato molto la qualità del film. 

Vice – L’uomo nell’Ombra è un film da vedere più per l’intento che per la sua reale riuscita cinematografica, che comunque non è scarsa, ma nella media.

Così finisce la recensione. E ora tocca a voi. Avete visto Vice – L’uomo nell’Ombra? Cosa ne pensate? Andrete a vederlo? Scrivete tutto nei commenti. Se vi è piaciuta la recensione condividete e seguite il blog, o tramite la vostra e-mail, oppure sui social (Twitter e Facebook). Grazie e alla prossima.