Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald – Recensione No Spoiler

Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald è il sequel del film del 2016 Animali Fantastici e Dove Trovarli.  Diretto da David Yates e scritto da J.K. Rowling, il film riprende le vicende di Newt Scamander e dei suoi amici. Ecco la recensione.

Sarà una recensione molto lunga, ho tantissime cose da dire. E molte sono negative.

Prima di tutto, Jo, sono perplesso. La sceneggiatura è un gran problema. Il film inizia bene, ma continua malissimo. Come si capisce dalla locandina ci sono molti personaggi e quindi molte sottotrame, che non sono per niente complicate, perché sono tutte sottotrame amorose. Il film porta avanti cinque storie d’amore, praticamente è una commedia romantica alla Love Actually, ma scritta male.

Questo soprattutto per la fretta. La Rowling non è riuscita a sfruttare tutti i personaggi e le loro storie. Ci sono tanti flashback, e ciò non è un male, peccato che molte cose siano dette, sono palesemente dette tramite la bocca di altri personaggi. È così per Nagini, per Credence e per altri personaggi. E ciò è un grande problema. Prima regola della scrittura, Rowling: MOSTRA, NON DIRE!

Ne I Crimini di Grindelwald non si riesce a empatizzare con i personaggi perché sono troppi e sono molto macchiettistici. Seguiamo le loro vicende, ma più le si guarda più fiorisce una domanda: E allora? Come ho detto le sottotrame sono per lo più amorose con flashback e citazioni a Harry Potter, ma non si capisce dove il film voglia andare a parare.

Il film se la canta e se la suona. Ci sono questi personaggi, ci viene raccontato un po’ di loro, ma al tessuto generale essi non aggiungono niente, tanto è vero che la trama orizzontale del film viene sviluppata in circa quindici minuti. Praticamente è importante vedere l’inizio e la fine. Si può uscire comodamente dalla sala, fare aperitivo, cenare, tornare per la fine e capire il film, perché le sottotrame degli altri personaggi sono totalmente inutili e fini a sé stesse. Okay, Leta ha fatto questo? Ma a me cosa importa? Niente.

Altro problema è la strafottenza della natura dei poteri magici. In questo film nessuno usa una bacchetta. Ci sono degli incantesimi assurdi e ridicoli, da far ridere e soprattutto si arriva a lanciare un incantesimo con la bocca. Ebbene sì, con la bocca. Pensate se ciò fosse successo in Harry Potter e anche altro che non dico.

Inoltre, come detto prima, ci sono molti riferimenti a Harry Potter, anche tramite vecchi personaggi. E ciò toglie tempo alla storia che guida il film, perché la Rowling ha voluto mettere easter-egg inutili, come Hogwarts. E, a quanto vedo dalle reazioni, questi easter-egg sono l’unica cosa che rimane del film.

I personaggi non mi sono piaciuti, soprattutto per come sono stati mescolati, ovvero modello Harry Potter e con le love story trashine di Harry Potter. Ma in Harry Potter ci sta, perché sono relazioni tra adolescenti, ma qui sono tutti adulti, ma si comportano tutti come ragazzini. Il team di eroi è composto da Newt, l’eroe cretino (Harry), Jacob, il simpatico (Ron), e Tina, la donna tenace e intelligente (Hermione). Sinceramente avrei preferito altro. La Rowling ha ripreso troppo Harry Potter per giocare con l’effetto nostalgia, ma si è fregata con le sue stesse mani

Nagini è inutile, Leta piange sempre, sembrava la reincarnazione della Fornero, il fratello di Newt non ha senso. È lì, fa cose, ma non chiedetemi il perché, perché non l’ho capito. Queenie diventa una cretina che litiga con tutte appena le fanno un complimento. E Grindelwald non fa un fico secco, se non all’inizio del film. E anche il personaggio non è scritto bene. Fa discorsi molto banali, non lo trovo così persuasivo perché i suoi discorsi sono proprio deboli. Possono far leva sui ragazzini, ma non su un pubblico adulto.

E qui mi riallaccio con un altro problema, ovvero il titolo: Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald. Non ci sono né gli animali fantastici, né i crimini di Grindelwald. Il titolo avrebbe dovuto essere Accadono Cose mentre ci sono cinque storie d’amore. Rappresenta più il vero aspetto di questo film.

Come sempre c’è un mistero che tira le fila della storia. Mistero che ha una trattazione misera per i troppi personaggi e che non ci interessa. O ero io. La risoluzione è una grande cazzata perché è impossibile.

Quindi, la scrittura della Rowling ne I Crimini di Grindelwald è pessima. Troppo da libro in alcuni punti, troppi riferimenti per far favore ai vecchi fan e troppa semplicità per far favore a quelli nuovi. Il tutto condito da cazzate che sfiorano il ridicolo e che fanno mettere in discussione tutto quello che accade in Harry Potter.

Ma passiamo ad un’altra nota dolente: la regia. David Yates fa un grandissimo passo indietro. Nel primo film mi era piaciuto, in questo detestato. Mai pensato fosse un bravo regista, mai pensato fosse un regista, ma in questo capitolo è davvero imbarazzante. Primi piani inutili, continui cambi di take avanti e indietro quando ci voleva un piano sequenza, riprese dall’alto in un momento in cui non andavano. Yates sfrutta male gli spazi, certi attori compaiono dal nulla, ad un certo punto non si capisce più chi sia in scena e chi no, nella parte finale non si capisce bene cosa accada. È assolutamente la sua peggior regia.

Altra cosa che non va è il montaggio, assolutamente schifoso. Sicuramente deriva da una regia che non sapeva che pesci prendere, ma ci sono dei tagli molto palesi, e alcuni nell’azione finale. È grave.

Continuo ancora ad odiare i costumi della Atwood che veste i maghi in giacca e cravatta, fregandosene che non sono babbani.

Mi è molto piaciuta la fotografia e anche le scenografie. Effetti speciali buoni, ma in alcune scene si vedevano che erano palesemente effetti.

Quindi, non vi consiglio Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald. È uno spreco di tempo e denaro. Andate a vedere Widows.

Voto: 35/100

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