7 Sconosciuti a El Royale – Recensione No Spoiler

7 Sconosciuti a El Royale è l’ultimissimo film di Drew Goddard, famoso per l’horror “Quella Casa Nel Bosco” e per aver scritto la sceneggiatura di “The Martian”, per il quale ha ottenuto la nomination agli Oscar. Ecco la recensione del suo nuovo lavoro.

Come si intuisce già dal titolo i protagonisti sono sette persone che si troveranno tutti in un famoso motel che si trova in due Stati differenti, California e Nevada. Infatti El Royale è situato esattamente a metà del confine. E proprio qui troveremo: un prete, un venditore, una cantante, una giovane hippy, una ragazzina rapita, il ragazzo che gestisce il motel e, infine, un giovane criminale. Tutti loro con dei segreti e una storia da raccontare.

In 7 Sconosciuti a El Royale, Goddard riprende molto gli autori che hanno già lavorato nel genere neo-noir thriller western. In particolare Tarantino, che sembra la grandissima fonte di ispirazione di questa sceneggiatura. Infatti, il film analizza la storia di tutti i sette sconosciuti facendoci capire chi sono e come essi sono arrivati ad El Royale. Storie che si incastrano perfettamente l’una con l’altra e che alimentano a creare una gran tensione che aumenta con il procedere del film.

Ma sebbene 7 Sconosciuti a El Royale sia un film di genere, non si può dire lo stesso delle tematiche di cui tratta. Goddard ha scritto un film molto politico che contiene una forte critica sociale all’America. A El Royale, che viene più volte chiamato “un posto per pervertiti”, c’è tutto il peggio che l’America ha da offrire. Si parte da Nixon e lo scandalo Watergate, per passare poi per il famoso capo del FBI J. Edgar Hoover, famoso per usare le risorse dello Stato per indagare sulle attività sessuali dei politici più che per indagare su crimini.

Si continua con il razzismo, Charles Manson e i suoi crimini, la guerra in Vietnam, la violenza, a cui sono legati quasi tutti i protagonisti, per finire forse a qualche riferimento a JFK. C’è anche il voyeurismo americano, anche se è tipico di tutto il mondo, ma in America sembra esser più forte, tutti vogliono sapere cosa accade nella vita privata di tutti. Un film decisamente anti-Americano, che crea un ritratto molto più crudo dell’America esattamente al confine dei due Stati maggiormente collegati con il sogno americano: California e Nevada.

Goddard intreccia bene le storie e costruisce molto bene tutti i personaggi, sebbene ci siano ovviamente alcuni che funzionano di più e altri che funzionano di meno. Proprio su questo si doveva lavorare un po’, ma si riesce comunque ad empatizzare con tutti. Molto bello il ritmo, il film non è per niente lento, ma semplicemente c’è meno tensione all’inizio. Ma essa sale con l’avanzare del minutaggio facendo scorrere molto bene le sue due ore e venti minuti con grandi dialoghi, grande suspense e grandi scene d’azione.

La regia di Goddard è fantastica. Anche qui ci sono vari riferimenti e riprese da chi ha esplorato il genere prima di lui, quindi Tarantino, i Cohen, ma c’è sempre  la visione di Goodard. 7 Sconosciuti a El Royale non è una copia di “The Hateful Eight” e altri film di Tarantino, è soltanto un film che non nasconde le fonti da cui è stata tratta l’ispirazione, ma Goddard non sparisce. Il suo stile rimane e l’ho apprezzato molto di più rispetto a “Quella Casa Nel Bosco”. Mi è piaciuto il suo modo di costruire le scene, le riprese, i movimenti di camera. Regia molto valida.

Alla fotografia c’è Seamus McGarvey, famoso per Espiazione. Essa è pazzesca e stravagante, come il film in sé. Il set cinematografico è stato costruito molto bene. El Royale è reso alla perfezione, la hall, il bar, le stanze, i corridoi. Colonna sonora anni ’60 (il film è ambientato nel ’69) che è letteralmente una bomba.

Infine, anche il cast ha dato molto a 7 Sconosciuti a El Royale. Ho rivalutato anche alcune persone. Chris Hemsworth prima di tutto. Non che la sua performance sia stata straordinaria, ma penso che sia la prima volta che dà prova di potersi immergere in un personaggio. Dakota Johnson molto brava. Buon debutto per Lewis Pullman e Cailee Spaeny, grandiosi come sempre Jeff Bridges e Jon Hamm. Ma la più brava è stata Cynthia Erivo, che ha dato tutta sé stessa. Rivelazione dell’anno.

Quindi, andate assolutamente a vedere 7 Sconosciuti a El Royale, molto consigliato se siete fan di Tarantino, ma il film non si rivolge solo a quelli.

Voto: 83/100

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