Halloween (2018) – Recensione No Spoiler

Halloween, uscito nelle sale italiane il 25 Ottobre, è il sequel del famoso film omonimo del 1978 di John Carpenter, di cui pochi giorni fa ho scritto una mia personale analisi, ecco il link: http://www.mjpsreviews.com/2018/10/24/perche-halloween-di-john-carpenter-e-considerato-un-cult-parliamone/

Diretto da David Gordon Green, che ha anche co-scritto la sceneggiatura, il film si tiene quarant’anni dopo l’originale. Ecco la recensione.

Il film mi è piaciucchiato. Non avevo grandi aspettative per questo nuovo Halloween. Mi aspettavo di trovare un film horror/slasher piacevole e da grande pubblico, ed è quello che ho trovato. Halloween si lascia guardare, ma ha tanti difetti.

La storia è semplice. Sono passati quarant’anni dagli avvenimenti di Halloween, ma per Laurie non c’è pace, soprattutto la notte del 31 Ottobre. Michael Myers è di nuova in circolazione e sta venendo da lei.

Il problema, che forse si può già capire dalla trama, è che questo nuovo Halloween ricalca fin troppo l’originale, per giocare molto con l’effetto nostalgia. Alcune cose funzionano, altre no.

Funzionano abbastanza bene i personaggi, soprattutto quello di Laurie. Le vicende di quarant’anni prima l’hanno scossa parecchio, e continuano ancora a tormentarla. E ciò creerà dei dissapori con la figlia. Il problema è che tutta questa faccenda, soprattutto il rapporto con la figlia, è detta sommariamente. Ci viene detto che ci sono dissapori e spiegato brevemente il motivo, ma poco. Non riusciamo a capire cosa possa aver fatto Laurie di così grave da fari quasi odiare. Invece, i problemi di Laurie derivati da Michael sono decisamente trattati meglio e anche in un modo non banale.

Funziona anche Michael. Lui ci viene presentato sempre allo stesso modo: si intravede il viso, non parla, si sente solo il suo respiro. Ma c’è un piccolo cambiamento. Come spiego nella mia analisi, Michael  nel primo Halloween è spinto ad uccidere da una forza di natura sessuale, forza che si manifesta anche in questo capitolo, ma non da solo, c’è dell’altro: fame. Michael ha voglia di uccidere dopo tanti anni di reclusione.

Non funziona per niente la parte teen. Infatti Laurie ha anche una nipote, Allyson, di cui seguiamo le vicende in minima parte. Ma non attrae molto lo spettatore, tant’è vero che molte cose sono lasciate in sospeso. E non credo per un sequel.

Anche gli avvenimenti non funzionano del tutto. L’inizio è molto bello. Il film si apre con i titoli e una zucca che si “gonfia”, chiaro omaggio all’originale, ma i primi avvenimenti sembrano avere qualcosa di diverso. Il problema è che da un certo punto in poi, ovvero quando Michael arriva in città, Halloween 2018 diventa Halloween 1978. Creare degli easter-egg che creano nostalgia è un conto, giocare solo con essa un altro. In questo caso ci troviamo nella seconda opzione, alcune cose sono lì per farti scogliere e pensare: “Mio Dio, proprio come Halloween”. Ma la cosa finisce là.

Molto più innovativo è il finale, che sebbene contenga dei riferimenti al film del ’78, non pecca di scopiazzamenti. Il finale è decisamente l’apoteosi del film, il momento in cui si sente davvero una grande tensione e secondo me è data dalla novità. Non ricalcando l’originale non sappiamo cosa può accadere, cosa di cui pecca la parte prima. Parte a volte poco credibile perché Michael sembra essere ovunque in ogni momento. Questo non funziona.

 

Molto sorprendente l’ultimo minuto e un gran bel colpo di scena. Il finale rialza davvero il film.

La regia è di David Gordon Green, che si trova al suo debutto con il cinema horror. E diciamo che non è stata un granché. Non so quanto però possa centrar lui. Green dà poco, se non all’inizio e nel finale, ma in tutto il film si percepisce solo una voglia di copiare Carpenter. Ovviamente non c’è neanche il minimo paragone. Green, mi rivolgo a te, non sei Carpenter, rendigli omaggio, emulalo pure, ma non copiarlo. Ci sono delle riprese tali a quali a quelle di Halloween del ’78, ma decisamente meno estetiche.

Nelle parti più nuove non mi è piaciuto molto, l’ho trovato perso, si vedeva che non era nella sua comfort zone. Nel finale, invece, è stato un po’ più intraprendente, e quindi riesce a portare qualcosa a casa. Ma è l’unica parte che registicamente dice qualcosa.

Della parte tecnica non c’è molto da dire. Solo la colonna sonora è degna di nota, e tanto per cambiare è la stessa del ’78.

Bravissima invece la Curtis. Altra grande performance da Scream Queen.

In sostanza, questo nuovo Halloween serve un po’ a far scendere la lacrimuccia e a far soldi cercando di riportare in sala i fan dell’originale, ma è anni luce dietro ad esso.  Spegnendo il cervello intrattiene, ma qualitativamente non è granché.

Voto: 57/100

Dato che ne ho parlato mille volte, vi rilascio la mia analisi di Halloween di Carpenter: http://www.mjpsreviews.com/2018/10/24/perche-halloween-di-john-carpenter-e-considerato-un-cult-parliamone/

Questa era la mia recensione di Halloween, ma ora voglio sentire voi. Avete visto il film? Andrete a vederlo? Cosa ne pensate? Scrivete tutto nei commenti, sono ammessi gli spoiler. Io vi ringrazio di aver letto, se vi è piaciuta la recensione condividetela e seguitemi, o tramite la vostra e-mail, o sui social (Twitter e Facebook), di cui trovate le finestre qui accanto, se siete sul pc, o qui sotto se siete sul telefono. Questo mi aiuterebbe molto. Grazie mille.