Perché Halloween di John Carpenter è considerato un cult? Parliamone

Halloween è il grandioso film di John Carpenter uscito nel 1978, ovvero quarant’anni fa, di cui tra pochi giorni uscirà al cinema il sequel diretto, chiamato anch’esso Halloween. Questo nuovo sequel annulla quelli precedenti, che io non ho visto, quindi tranquilli, dovete recuperare solo un film.

Halloween è un film che ha fatto la storia del suo genere e anche giustamente, aggiungerei.  Il film si è dimostrato molto sovversivo già ai suoi tempi, sia per la sua scrittura che per la regia, ma andiamo per gradi.

La protagonista di Halloween è Laurie Strode, una ragazza adolescente che si trova a fare a baby-sitter nella notte di Halloween, come alcune sue amiche, e finirà per essere perseguitata da un serial killer, Michael Myers.

E già qua abbiamo due icone, ovvero i protagonisti. Laurie si può definire la prima final girl, ovvero quelle ragazze che hanno forza e spirito a volontà e che riescono a farla franca. Questa figura, alle volte, è stata presa di mira, in quanto la final girl è di solito una ragazza pura, vergine, ed è anche il caso di Laurie, ma per come viene mostrata nel film c’è molto di più. Laurie è semplicemente più repressa e ha troppe energie da scaricare.

Poi c’è Michael. Personaggio di cui vediamo a stento il viso, sempre coperto dalla sua celebre maschera e di cui sentiamo sempre e solo il respiro, non ha mai una battuta. E se adesso può apparire normale, allora non lo era. Si capisce benissimo come la figura di Michael abbia avuto una grande influenza su altri film horror, come SleatherFace, o Non Apirte Quella Porta, o La Maschera di Cera. Tutte cose create da Carpenter anni prima.

Ma, nonostante Michael sia sempre mascherato e muto, noi lo capiamo. Riusciamo a farci benissimo un’idea del personaggio, entriamo nel suo punto di vista, e capiamo benissimo che è un guardone, in tutti i sensi del termine.

La pellicola, inoltre, si dimostra rivoluzionaria per molte tematiche che affronta. Sicuramente gli stereotipi di genere, il sesso, la repressione sessuale, la violenza e la vita in periferia, mostrando anche una grande connessione tra tutte loro. Michael è un represso e proprio per questo uccide, Laurie è repressa e ha la forza per essere violenta quanto lui, anche se solo per difendersi.

Ma non è solo per la sua sceneggiatura che il film è annoverato come uno dei più grandi horror e slasher. No, c’è di mezzo anche il lavoro di Carpenter alla regia. La regia è epica, a mio parere anche più forte della sceneggiatura.

Ovviamente la mia scena preferita è la prima. Quindi l’apertura nell’occhio della zucca, simbolo di Halloween per antonomasia, e poi il passaggio alla prima persona, grazie alla quale noi vediamo gli avvenimenti dal punto di vista di Michael. Per realizzar tale scena, venne usata una steadicam, che altro non è che un supporto per un macchina da presa tenuta da un’operatore, quindi un supporto per la macchina a mano, per fare in modo che tutto sia più fluido.

Non sono fan della macchina a mano, ma in alcuni casi non si può ignorare l’ottima riuscita, e questo è uno dei casi. La scena di apertura è strabiliante e, giusto per ripetermi, totalmente rivoluzionaria. Halloween è stato uno dei primi film per cui si è utilizzata una steadicam ed era anche un nuovo modello, usato per la prima volta. Carpenter ha dovuto letteralmente partire da zero per la costruzione delle scene in prima persona. E la prima è un tour-de-force che lancia in faccia agli spettatori un personaggio e le tematiche della pellicola.

Ovviamente ho apprezzato molti altri momenti. Carpenter è stato bravissimo a rappresentare la violenza in una nuova maniera per il pubblico e non era una cosa facile. Halloween fa davvero paura e il fatto che la violenza non sia nascosta, come in altri film passati che già avevano rotto dei tabù (ad esempio “Bonnie & Clyde”) lo rende ancora più spaventoso, noi abbiamo paura di Michael perché vediamo quello che è in grado di fare.

Non posso non nominare anche la colonna sonora, anch’essa composta da Carpenter, che è diventata storica esattamente quanto il film da cui proviene. Fa venire la pelle d’oca e lo so bene.

Detto questo, io ho detto tutto ciò che avevo da dire su Halloween di John Carpenter, ma voglio che adesso parliate voi nei commenti. Sono ammessi spoiler. E mi raccomando se non l’avete visto, recuperatelo, dato il periodo è perfetto. Ovviamente, andrò a vedere il sequel, perciò aspettatevi la mia recensione.

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