Maniac – Recensione No Spoiler

Maniac è la nuova miniserie di Netflix, uscita sulla piattaforma il 21 Settembre 2018, basata sulla serie omonima norvegese sviluppata dall’attore e sceneggiatore Espen PA Lervaag. Ecco la mia recensione

I protagonisti sono Owen Milgrim, un ragazzo proveniente da una famiglia facoltosa che lo ignora completamente a causa della sua schizofrenia, e Annie Landsberg, una giovane ragazza tossico-dipendente che sembra avere una vita molto incasinata. Entrambi si ritrovano a partecipare ad una sperimentazione di un nuovo medicinale che potrebbe salvare il mondo e qualcosa di strano sembra accadere tra loro.

Maniac è una serie straordinaria. La sua forza sta nella scrittura e nella grandissima regia, che è quasi cinematografica.

Gli sceneggiatori hanno fatto un grande lavoro e non era facile considerando il tipo di serie che è. Senza fare spoiler, Maniac è un serie che vi farà ridere per quanto è divertente, stupire per quanto è assurda e piangere per la pesantezza drammatica. E pensare di avere tutto questo in solo dieci episodi che vanno dai venticinque ai quaranta minuti è strano. E in effetti la serie è molto strana.

Maniac costruisce molto bene i suoi personaggi tramite tutti gli episodi e anche grazie agli eventi assurdi che avvengono, perché c’è un motivo per cui avvengono. Annie e Owen sono personaggi che soffrono molto, ma questa sofferenza è molto profonda e la serie tenta, e ci riesce, di scavare a fondo, toccando tematiche molto attuali e generalmente ignorate: la solitudine e il dolore.

I due protagonisti principali, così come quelli più secondari, sono molto soli, evitati e ignorati da tutti, senza un vero amico. Il trial, perciò, li porterà ad affrontare la loro solitudine, così come le loro sofferenze che cercano di nascondere a tutti. E andranno molto nel profondo.

Tutti gli episodi di Maniac sono stati diretti da Cary Joji Fukunaga, regista di “Jane Eyre” e “Beast of No Nation”, e vincitore dell’Emmy per Miglior Regia di una Serie Drammatica per “True Detective”.

Fukunaga ha fatto un lavoro EPICO. Con Maniac si dimostra per l’ennesima volta un grande regista, non solo per il piccolo schermo. Ci sono degli episodi che non sembrano per niente episodi di una serie-tv, ma dei film. Il nono episodio ha un piano sequenza lunghissimo davvero bello e ben fatto. Vi giuro, mi è sembrato di stare in una sala cinematografica per come era realizzato. Ma ci sono tanti altri episodi che hanno scelte molto interessanti e poco sfruttate nel piccolo schermo, ma quel piano sequenza mi è rimasto impresso. Il nono episodio di Maniac è assolutamente il mio preferito.

Mi è molto piaciuto l’aspetto visuale, si vede che c’è stato un grande lavoro tra Fukunaga, Darren Lew, il direttore della fotografia, e gli scenografi. Ci sono dei colori molto stravaganti e sgargianti, che però si intonano bene insieme.

Infine, le performance di Emma Stone and Jonah Hill sono state grandiose, soprattutto quella di lui. Ha dovuto interpretare un personaggio molto più poliedrico e strano e ha saputo interpretare a meraviglia ogni singolo aspetto di Owen.

Voto: 85/100

La recensione finisce qua, ma ora è il vostro turno. Avete visto o state vedendo Maniac? Cosa ne pensate? O, lo vedrete? Io vi ringrazio di aver letto la mia recensione e, se vi è piaciuta, vi invito a condividerla, ciò mi aiuterebbe tanto. Se siete interessati al mio blog, potete seguirmi iscrivendovi con la mail, trovata la finestra a lato o qui sotto (dipende se stata leggendo da pc o da mobile), oppure seguirmi su Twitter o Facebook. Grazie mille.