L’Incubo di Hill House (libro) – Recensione

L’Incubo di Hill House è il quinto, e purtroppo penultimo, romanzo di Shirley Jackson pubblicato nel lontano 1959. Il romanzo è considerato uno dei migliori romanzi gotici del ventesimo secolo e sta ritornando in auge grazie all’omonima serie-tv uscita da poco su Netflix. Ecco la recensione

Per descrivere L’Incubo di Hill House c’è solo un parola: CAPOLAVORO!

A mio modestissimo parere, ne L’Incubo di Hill House, la Jackson ha un’intuizione geniale, soprattutto per il genere: far diventare i protagonisti più importanti degli avvenimenti e del setting.

La protagonista di questo romanzo è Eleanor, una ragazza che ha vissuto quasi tutta la sua esistenza ad assistere la madre malata. Eleanor un giorno molla tutto per andare ad Hill House, perché invitata dal professor Montague. Montague è un investigatore del paranormale e crede che Hill House sia una casa maledetta e infestata, perciò decide di affittare la casa per un’estate e invita delle persone che potrebbero aiutarlo. Di queste, solo Eleanor e Theodora rispondono. Insieme a loro tre, però, c’è anche Luke, futuro erede di Hill House, che è stato costretto a soggiornarci dalla proprietaria, cioè sua zia, che non vuole lasciare la casa in balia di sconosciuti.

Come è ovvio che sembri, i quattro iniziano a vedere e a sentire cose strane in questa casa, cose anche molto spaventose, ma la Jackson non si ferma qua, e non vuole. Hill House e ciò che si muove dentro sono solo un background che rende tutto ancora più spaventoso.

Il terrore, più che l’orrore, è costruito molto lentamente e si concentra sui personaggi. La Jackson decide di scavare nelle menti dei suoi protagonisti in modo da farci provare emozioni forti, ovviamente di paura. Eleanor viene delineata perfettamente, soprattutto la sua infelicità e la sua paranoia.

Con Theodora si crea un legame morboso, simile a quello già visto in Abbiamo Sempre Vissuto nel Castello, Eleanor inizia ad avere comportamenti strani, e i fenomeni che avvengano sono sempre oscuri e non si capisce se siano accaduti davvero o no. Al lettore pare di perdere il contatto con la realtà.

Montague è il tipo calmo, ma fin troppo. Vuole scoprire l’esistenza del paranormale, ma allo stesso tempo sembra troppo razionale e così calmo da far paura. Theodora sembra gelosa di Eleanor, alcune volte in modo eccessivo. Luke, invece, è il gentiluomo che dimostra coraggio e paura allo stesso tempo e sembra interessato a Theodora, anche lui in un modo morboso.

Ma la chicca più grande è il finale. Finale aperto, che lascia spazio a molteplici interpretazioni ma che ci da la conferma di qualcosa: Hill House è maledetta.

Ho già parlato della prosa e dello stile della Jackson, ma ripeterò e lo farò usando le parole di Stephen King: Dice tutto senza dire niente. La Jackson è diretta, ti sa descrivere una situazione alla perfezione in poche righe, i personaggi in poche parole e la paura in pochi pensieri.

L’Incubo di Hill House è uno straordinario romanzo, non solo nel suo genere, ma nella letteratura in generale. Leggetelo, merita tantissimo.

Voto:  92/100

La recensione finisce qua, ma ora tocca a voi. Avete letto L’incubo di Hill House? Vi è piaciuto? Lo leggerete? State vedendo la serie Netflix?Commentate! Io vi ringrazio di aver letto, se la recensione vi è piaciuta mettete condividete e seguitimi o per e-mail o su Twitter o Facebook. Ciao e alla prossima.

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Per chiudere lascio qui la mia recensione di Abbiamo Sempre Vissuto Nel Castello: http://www.mjpsreviews.com/2018/02/20/abbiamo-sempre-vissuto-nel-castello-di-shirley-jackson-recensione/