A Star is Born – Recensione Non Spoiler

A Star is Born è l’ennesimo remake dell’omonimo film del 1937 di William A. Wellaman con Janet Gaynor. Il film è passato per Judy Garland, poi Barbra Streisand e ora Lady Gaga. A scrivere la sceneggiatura è stato il premio Oscar Eric Roth, insieme a Will Fetters e Bradley Cooper, che debutta alla regia con questa pellicola. Ecco la recensione

La trama è sempre la stessa, una giovane ragazza, in questo caso Ally (GaGa), con un gran talento per la musica incontra un cantante già famoso, Jackson Maine (Cooper), e grazie a lui inizia il suo percorso verso la fama, facendo sì che nasca una nuova stella. Però ci sono dei dettagli nella sceneggiatura che non lo rendono per niente banale.

Il film ha un lato molto oscuro, perché tratta problemi molto importanti. C’è una grande critica al mondo dello show-biz, che si concentra troppo sull’aspetto estetico e non sul talento, come se esso venisse in secondo piano. Si parla del prezzo della fama, che è diverso per Ally e Jackson. Lei si ritrova a non essere più se stessa, lui ha uno stile di vita non sano perché beve molto. Inoltre, c’è anche spazio per le dinamiche interpersonali, non solo tra Ally e Jackson, ma anche tra loro due e i padri. Argomenti pesanti che rendono A Star Is Born fortemente drammatico.

Ma c’è un ma. La sceneggiatura pecca di superficialità. Alcuni di questi argomenti non vengono trattati a pieno. Come, ad esempio, l’alcolismo di Jack e anche i rapporti familiari, soprattutto quello di Ally con il padre.  E tutto ciò è controproducente, in maniera maggiore per il personaggio di Cooper. Personaggio che si ispira a Kurt Cobain, anche fisicamente, ma con cui io ho trovato difficile stabilire un contatto, ho provato poco empatia per lui. Ed è un paradosso dato che il suo personaggio è decisamente più centrale e soprattutto descritto meglio di Ally. Però credo che non arrivi molto. O quantomeno a me non è arrivato.

Per Ally la cosa è un po’ diversa. L’ho trovata un personaggio fantastico descritto un po’ troppo poco.  Il rapporto con il padre è mandato letteralmente in caciara, per il resto mi è piaciuta, perché è forte, ma allo stesso tempo fragile, è divertente, anche molto irriverente e anche molto diretta. Non è la ragazza che pensa solo all’aspetto fisico, per cui anzi si trova limitata, un po’ stupidotta e facile. È molto matura e sa essere tutto quello che vuole quando vuole. Ovvero, sa essere provocante, sa essere sfacciata, sa essere composta. Il problema è che su di lei rimangono tanti interrogativi ed è un peccato perché è il personaggio che porta avanti il film.

La sceneggiatura riesce a destreggiare bene tutti i momenti, da quelli drammatici, a quelli carismatici in cui la musica fa da padrona, a quelli comici, che sono molto divertenti. L’attenzione alla musica è tanta, la musica è proprio un pilastro e ciò permette al film di essere molto carismatico. GaGa non è un’attrice,e in generale l’idea era comunque di prendere una cantante per il ruolo di Ally (la prima scelta era Beyoncé), ma farle fare la parte di una cantante con una storia simile alla sua e farla esibire molto ha dato alla pellicola molto energia e si viene letteralmente travolti da essa.

Ciò che invece frega è l’attenzione ad Ally, che ad un certo punto va scemando. Non so se ci sia lo zampino di Cooper o no, ma nella seconda parte il suo personaggio diventa fin troppo centrale e, come detto prima, non c’è quella grande empatia. quindi quella centralità è fine a se stessa. Avrei preferito che fosse stato lui a farsi un po’ da parte.

Cooper è anche dietro la macchina da presa e a me il suo lavoro non è dispiaciuto, ma non l’ho neanche trovato così bello come avevo sentito. Non ho apprezzato a pieno tutte le sue scelte stilistiche. Ad esempio, la camera a mano. Interessante, mi stava piacendo, ma ne ha abusato. Quando è passato al carrello, o comunque a qualcosa di più fluido, ero molto felice. Belli i primi piani, che sono per la maggior parte su di lui, ma costruiti bene.

Si nota anche come Cooper abbia ripreso dai vecchi musical, l’inizio sembrava Cabaret (film straordinario), la loro alchimia mi ha ricordato Singin’ in the Rain, un altro grande musical, e, ovviamente, i vari A Star Is Born. Però, non ho capito il perché di così pochi frontali. Non che mi siano dispiaciute le alternative, però alcune le ho trovate insensate.

La colonna sonora è pazzesca. Le canzoni mi sono piaciute tanto, le ho trovate molto variegate e coinvolgenti. “I’ll Never Love Again” è strappalacrime.

Il film ha un gran mixaggio sonoro. Essendo un film basato sulla musica ovviamente il sonoro è una parte importante per la resa delle pellicola. E in questo caso è stato fatto bene. Si sente proprio la potenza di ogni singola nota e si ha la sensazione di trovarsi ad un concerto.

Gran bella fotografia, ma è una cosa che nei musical accade spesso. I colori usati hanno toni molto accessi e caldi ed è un effetto che si unisce bene alla storia d’amore tra i due protagonisti e alla loro passione.

L’ultima nota è sempre per gli attori, ma non ho molto da dire. Gaga mi è piaciuta, è stata brava ma è anche arrivata finché poteva, perché comunque non è un’attrice. Ma si vede che ci ha lavorato sopra ed è stata molto carismatica e ciò le permette di colmare quella lacuna, dovuta al fatto che non è il suo mestiere, e di cogliere l’intera attenzione dello spettatore . Cooper per me era sottotono. Ha fatto di meglio. Può fare di meglio.

Voto: 71/100

La recensione finisce qua. Vi invito a dire la vostra sui commenti su questo film, se vi è piaciuto, se vi interessa, se andrete a vederlo. Io vi ringrazio di aver dedicato il vostro tempo a leggere la mia recensione e vi invito a condividerla se vi è piaciuta e, mi raccomando, seguitemi o qui con l’e-mail, o su Twitter o Facebook.

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The Wife: http://www.mjpsreviews.com/2018/10/08/the-wife-film-recensione-no-spoiler/

BlacKkKlansman: http://www.mjpsreviews.com/2018/09/30/blackkklansman-recensione-no-spoiler/