Il Gigante Sepolto di Kazuo Ishiguro – Recensione

Il Gigante Sepolto è l’ultimo romanzo del premio Nobel Kazuo Ishiguro pubblicato nel 2013 e suo debutto nel genere fantasy, anche se il romanzo è poco di genere.

I protagonisti sono Axl e Beatrice, una coppia anziana che vive nella Bretagna post-Arturiana. La pace tra i Bretoni e i Sassoni è tornata, ma ora c’è un’altra minaccia: un nebbia magica in grado di cancellare i ricordi. Così potente da far sì che i genitori si dimentichino dei figli, che l’argomento di una grande discussione cada in pochi secondi, che mogli e mariti si separino. Axl e Beatrice hanno pochi ricordi della loro vita passata e ancora meno del loro figlio, ma si ricordano il villaggio dove abita. Perciò, una mattina presto, intraprendono il viaggio che li porterà dalla propria progenie e non solo. Incontreranno tante persone con cui divideranno pezzi di viaggio (cavalieri, saraceni, vecchie) e, anche grazie a loro, scopriranno chi è il fautore di questa fatidica nebbia e delle ragioni che hanno portato a tale magia.

Il romanzo è un fantasy, ma sebbene abbia troll, magia, orchi e draghi, non si può considerare un fantasy canonico, è un romanzo di narrativa generale con dei piccoli inserimenti fantasy.

Sullo stile di Ishiguro c’è poco da dire.  Scrive da dio, e lo sappiamo tutti. Ma ho trovato questo romanzo particolarmente sottotono. Più che altro nella parte centrale. Mentre la prima parte mi spingeva a leggere e a continuare, quella centrale mi ha un po’ annoiato. Non perché fosse scritto male, ma perché mi ha dato l’idea di divagare un po’, così come divaga lo stile. Succedeva poco, ma questo non è un problema. Però ho avuto l’impressione che questo modo abbastanza narrativo per dar forma alla Gran Bretagna post-Arturiana avesse un po’ il compito di far vagare le menti distogliendo dalla storia principale. E così lo stile, divagando, si abbassa un po’. Ma si riprende alla grande nell’ultima parte.

Il romanzo riprende le grandi tematiche della produzione letteraria di Ishiguro, quindi il ricordo, la fragilità dell’uomo, la morte, l’onore. In questo romanzo, però, ce n’è uno nuovo, ovvero la dimenticanza, da non confondere con il ricordo. La nebbia fa dimenticare, ma forse ciò è un bene? Saremmo disposti a dimenticare qualcosa o qualcuno per guarire le nostre ferite prima? Sono delle domande che il lettore si pone durante la lettura di questo romanzo. Ishiguro prende una posizione chiara, soprattutto nel finale. Un finale grandioso, e doloroso, come tutti quelli di Ishiguro. Inserendo questo tema della dimenticanza, Ishiguro fa sì che questo romanzo non sia un derivato dei suo lavori precedenti, perché tale tema si ricollega a tutti quelli elencati sopra e aggiunge loro qualcosa di nuovo, così che non possiamo dire: “L’aveva già detto nel romanzo precedente”.

La storia mi è piaciuta, anche se un po’ sottotono e meno incisiva rispetto alle altre delle vecchie produzioni, ma comunque intensa, coinvolgente e dolorosa. Mi è anche piaciuto il modo con cui è riuscito a costruire questo mondo post-Arturiano, facendoci orientare così bene con tutti i villaggi, le popolazioni, le abbazie, le colline, i monti. Non è una cosa facile. Si sa che il compito più difficile in un fantasy è la costruzione di un mondo totalmente nuovo.

Ho trovato il libro piacevole, scorrevole e impegnato. Così come ho trovato interessante la voglia di Ishiguro di cimentarsi nel genere, in questo caso il fantasy, genere che mi piace. Lo consiglio anche a voi, ma mi raccomando, non fate l’errore di considerarlo un romanzo fantasy, eh! Capito?

Voto: 72/100

La recensione finisce qui. Ma ora tocca a voi. Avete letto il libro o qualcos’altro di Ishiguro? Vi è piaciuto? Cosa ne avete pensato? Lo conoscevate? Siete interessati? Fatemi sapere tutto qua sotto nella sezione commenti e, mi raccomanda, avvisate se fate spoiler, per rispetto nei confronti di chi non l’ha letto. Io vi ringrazio per aver dedicato del tempo a leggere la mia recensione, se vi è piaciuta mettete mi piace e condividete. Mi aiuterebbe tantissimo. E seguitemi, sia su Facebook che su Twitter, di cui vi lascio i link sotto.

P.S. Tempo fa ho recensito “Non Lasciarmi” dello stesso Ishiguro. Se vi fa piacere, passate a leggere la recensione: http://www.mjpsreviews.com/2018/04/04/non-lasciarmi-di-kazuo-ishiguro-recensione/

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