Disincanto – Recensione

 

Disincanto è la nuova serie di Matt Groening, creatore e showrunner di “Futurama” e de “I Simpsons” disponibile su Netflix dal 17 Agosto.

La serie è ambientata in un mondo medievale fantastico. La protagonista è la principessa Tiabeanie, detta anche Bean, giovane ragazza che non ha niente che corrisponde all’immaginario comune di una principessa. Non è graziosa, non è bella e per niente interessata a sposare un principe. Bean è un maschiaccio, le piace ubriacarsi, tornare a casa tardi e, soprattutto, dissubidire al padre.

Accanto a lei troviamo un elfo di nome Elfo, che è per natura ottimista e ingenuo, ma è capace anche di tirar fuori il suo lato cattivo. Poi c’è Luci, un demone personale che è stato assegnato alla nostra eroina per il suo primo incarico e che sembra essere in combutta per qualche complotto.

La serie è stata piacevole da guardare, ma l’ho trovata un vorrei ma non posso. Si poteva fare di più, che in effetti è stato fatto, ma solo negli ultimi tre episodi.

Il primo episodio è molto carino, ci vengono presentati i tre personaggi principali: Bean, principessa prossima alle nozze con un uomo che non vuole sposare, che ha un brutto rapporto sia con il padre che con la matrigna, Oona, una donna anfibio; Elfo, che decide di fuggire dalla sua terra perché non si sente felice a stare con gli altri elfi, e Luci, inviato per stare con Bean. Però, nonostante sia abbastanza di rodaggio, si vede già che Disincanto punta ad una vera e propria serializzazione, quindi con episodi ognuno dipendenti dall’altro. Ma non è così! Le puntati dopo sono abbastanza fini a se stesse, con un’avventura per i tre che si apre e chiude in mezz’ora, senza mostrare un attimo di continuità. La cosa cambia negli ultimi tre episodi, dove la serializzazione si fa presente e diventa molto accattivante. Ho trovato questi episodi i migliori della serie- soprattutto gli ultimi due- sia a livello di scrittura che di regia, oltre che a livello creativo.

Eh già perché se c’è un grande difetto di Disincanto è che esso sa troppo di derivato dai due grandi lavori di Groening sopra enunciati. La cosa si avverte soprattutto con i personaggi, che sembrano già visti.

Luci è Bender. Tutti e due dediti all’alcool, al fumo, e malvagi, ma simpatici.

Elfo e Bart si assomigliano fisicamente, ma anche caratterialmente. Elfo ci viene presentato come un elfo birbante che ne combina una dietro l’altra. E sebbene sia ottimista e ingenuo, non si può proprio dire che sia un santo perché di marachelle ne combina. Come Bart.

Bean è Leela. Entrambe donne poco femminile, molto forti fisicamente, brave a combattere, che si sentono oppresse dalla società a causa del loro sesso. L’unica differenza è l’alcolismo di Bean, che riprende un po’ da Homer, un po’ da Fry, da cui prende anche i problemi familiari.

Zog, Re e papà di Bean, è richiama molto Homer. Entrambi grassi, ubriaconi, urlano sempre.

Abbiamo la versione del bar di Boe. I tre amici che camminano ubriachi per le strade della città. Cose che abbiamo già visto e rivisto nei lavori passati.

LO stile di Groening mi piace comunque, adoro il suo modo di fare citazioni di film e questa volta anche di fiabe e il suo modo di ironizzarle, ma ancora una volta, è una cosa vista molto spesso nei Simpson, praticamente per ogni film c’è una versione dei Simpson.

E sebbene passabili per questo senso di rivisto alcuni episodi iniziali sono noiosi. Noia che va via negli ultimi tre episodi, che prendono una piega completamente diversa. La storia inizia a diventare orizzontale e non più solo verticale, gli episodi si legano e mi è piaciuto come sono state riprese cose dei vecchi episodi, dimostrando così come non fossero totalmente inutili. L’umorismo passa in secondo piano, diventa anche più nero di quello che già non è, tagliando i ponti con le vecchie creazioni del vecchio Matt e lasciandoci a bocca aperta con un cliffhanger finale davvero davvero bello.

Aspetto la seconda stagione che potrebbe rivelarsi molto bella, soprattutto se gestita meglio senza far troppo riferimento ai Simpson e a Futurama. Se così fosse, potrebbe essere una bomba.

Perciò vi consiglio la serie. Diverte, è leggera e se vi piace lo stile di Groening vi piacerà. Ma vi consiglio soprattutto i tre episodi finali, che sono bellissimi, e potrebbero dar vita ad una serie animata davvero buona.

Voto: 61/100

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Ciao, e alla prossima recensione.

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