La Verità sul Caso Harry Quebert – Recensione

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La Verità sul Caso Harry Quebert è il terzo romanzo di Joel Dicker pubblicato nel lontano 2013 e caso editoriale europeo di quell’anno.

Il romanzo è

un giallo deduttivo ambientato in America nel 2008 e nel 1975. La vicenda si svolge per lo più ad Aurora, una cittadina fittizia, dimora del celebre scrittore e professore Harry Quebert, che verrà arrestato per l’omicidio di Nola Kellergan dopo il ritrovamento del suo corpo nel suo giardino nel 2008. La giovane era scomparsa nel 1975, a soli quindici anni, e aveva avuto una storia amorosa con Quebert, allora trentenne. Storia che Quebert ha rappresentato nel suo best seller “Le origini del male”. Marcus Goldman, protagonista, allievo, scrittore e amico di Quebert, approderà ad Aurora per provarne l’innocenza.

Questo romanzo mi è piaciuto molto. L’ho trovato scritto molto molto bene. Dicker ha un buonissimo stile, molto scorrevole, che permette ad ogni lettore di appassionarsi alla storia, di entrarci dentro e di leggere questo mattone di ottocento pagine in pochissimo tempo. Io l’ho letto in cinque giorni, ad esempio. Ti prende dalla prima all’ultima pagina, diventa quasi una droga, non puoi staccartene, non riesce nemmeno a vivere un secondo senza pensarci. A me dispiaceva di andare a dormire perché volevo finirlo. E ciò perché ha un ritmo molto veloce e anche tanti colpi di scena, che un giallo ci stanno a fagiolo.

Molto particolare l’enumerazione dei capitolo. Infatti si parte dal capitolo 31 e si va a scalare come in un conto alla rovescia, e ogni capitolo è seguito da un consiglio di scrittura da parte di Harry Quebert e Marcus Goldman.

Infatti, nonostante la grande indagine, nonostante tutti i colpi di scena, il libro non è vuoto di contenuti. Anzi. C’è una forte trattazione del tema della letteratura e anche del mercato del libro. Si parla di letteratura, di scrittura, di scrittori e questi temi accompagnano il libro per tutta l’indagine e, a volte, ne superano anche l’importanza. Si vede proprio che ci sono la voglia e l’intenzione di creare un’opera letteraria anche se di genere. E secondo me Dicker ci è riuscito. C’è la sua idea di cosa significa la letteratura, del perché i libri siano così importanti e cosa spinga la gente a scrivere. Inoltre c’è una chiara critica al mondo editoriale moderno, mondo che guarda solo ai guadagni, senza pensare minimamente alla qualità.

E tutto ciò viene costruito. Esattamente come il caso, che va avanti e ogni volta si aggiunge un tassello, così sono i temi. Man mano che l’indagine va avanti i vari temi vengono trattati e viene inserito sempre un pezzettino in più.

Perciò reputo questo libro sicuramente una buonissima lettura, piacevole, veloce, eccitante e riflessiva. Vi consiglio molto questo libro.

Voto: 85/100

La recensione finisce qua. Vi ricordo di mettere mi piace e di commentare: avete letto il libro? vi è piaciuto? no? perché? volete farmi domande? Insomma commentate per qualsiasi cosa. E seguite il blog: potete farlo con wordpress, con la mail o seguendo la pagina facebook.