La Svastica sul Sole (The Man in the High Castle) di Philip K. Dick – Recensione

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La Svastica sul sole, o L’uomo nell’alto Castello, è un romanzo del 1962 del famoso scrittore di fantascienza Philip K. Dick. Esso è un romanzo ucronico, ovvero un romanzo in  cui gli avvenimenti storici sono diversi da come si sono realmente sviluppati, in questo caso si parla della seconda guerra mondiale, che è stata vita dall’Asse.

La guerra è

ormai finita da quindici anni, Hitler non è il Fuhrer, l’Africa è quasi disabitata, gli Ebrei sono ancora discriminati e, soprattutto, il mondo è diviso in due tra Giappone e Germania, ma anche l’Italia ha avuto la sua bella fetta di territorio. Anche gli Stati Uniti sono divisi: la cosa est è del Giappone, quella ovest della Germania e in mezzo è zona neutra, detta Montagne Rocciose. Questo è il mondo in cui ambientato questo libro ed è molto bello il modo in cui Dick lo costruisce, ovvero facendolo capire. Dick non dice: “questo è andato al Giappone, quello alla Germania”, no. Ce lo fa capire attraverso i personaggi. Bellissimo.

E passiamo proprio ai personaggi. Non c’è un protagonista, ce ne sono tanti. Tagomi, funzionario giapponese; Frank Frink, un ebreo che si nasconde dai nazisti; Juliana, l’ex-moglie di Frank che è scappata; Robert Childan, venditore americano che spera di avvicinarsi ai giapponesi; Baynes, impreditore svedese e Joe Cinnadella, giovane soldato italiano che stringe una relazione amorosa con Juliana.

Tutta la storia del romanzo passerà attraverso tutti loro. Tutti loro saranno legati alla politica mondiale, chi a causa di operazioni segreti e sotterfugi, chi attraverso un libro: La cavalletta non si alzerà più. Libro scritto da Hawthorne Abendsen, anch’esso ucronico. Infatti questo libro- che viene definito dai personaggi finzione storica- narra di un mondo in cui la seconda guerra mondiale è stata vinta dagli Alleati. Dick paragona spesso questi due mondi- quello reale e quella del libro- due mondi diversi, che si contrastano. E attraverso questo libro ci sono molte provocazioni: Hitler paragonato a Martin Lutero, il razzismo che viene risolto in America, la guerra fredda.

Attraverso questo meta-libro Dick ci dice apertamente di non dare mai niente per scontato, perché nessuno può sapere cosa può accadere. E soprattutto ci provoca a capire cos’è veramente reale. Il libro è davvero solo fantasia storica o è vero? La letteratura è vera? Ovviamente sì. Critica la società americana a lui contemporanea in così tanti modi, però soprattutto su un aspetto: il razzismo, tema molto importante in questo libro.

Mi è piaciuto l’inserimento del I Ching, o Libro dei Mutamenti, una specie di oracolo che tutti sembrano usare per prendere le decisione, quasi una presenza superiore.

Ovviamente ho adorato lo stile di Dick, che è molto alto e ricercato. Non sembra assolutamente un romanzo di genere, e anche se lo è, esce decisamente fuori dagli schemi. Per questo ve lo consiglio, è una lettura da non perdere, assolutamente!

Voto: 88/100

La recensione di questo fantastico libro finisce qui. Vi ricordo di commentare per qualsiasi cosa vogliate dire, di mettere mi piace e condividere, e, infine, di seguire il blog: potete farlo su wordpress, con l’e-mail o mettendo mi piace alla pagina facebook.