Non Lasciarmi di Kazuo Ishiguro – Recensione

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Non Lasciarmi è il sesto romanzo del celebre scrittore inglese Kazuo Ishiguro, premio nobel per la Letteratura nel 2017. Nel 2005, anno della sua pubblicazione, il libro è stato inserito tra i 100 libri più belli dal XX secolo a oggi nella rivista Time.

Non Lasciarmi è

un romanzo molto complesso, già per il genere. Molti dicono sia fantascienza, altri distopia, altri romanzo di formazione; e, in effetti, è tutto questo. Ma, a mio parere, è un puro romanzo di formazione. Sì, c’è della fantascienza, anche della distopia (se proprio vogliamo vederla), ma alla fine è pura formazione.

Protagonista di queste libro è Kathy, donna di trentun anni che lavora come assistente. Kathy è anche la narratrice di questo fantastico romanzo e ci narra la sua storia divisa esattamente in tre parti. Nella prima parte parla della sua infanzia, nella seconda dell’adolescenza e nell’ultima della fase adulta. Ecco, vedete. Già da qui si capisce il carattere altamente formativo del libro.

L’infanzia di Kathy è trascorsa in un collegio chiamato Hailsham. Questa scuola da molto importanza all’arte e sembra spingere i ragazzi alla produzione artistica, ma non si sa il perché. Si capisce subito, e intendo subito, che qualcosa non va, e Ishiguro c’è lo dice pian piano, lasciandoci capire a pieno solo nella terza parte. Durante l’adolescenza, i ragazzi si trasferiscono nei Cottages, che sembrano quasi dei college americani. Qui i ragazzi non vengono più spinti alla produzione artistica, ma vengono quasi lasciati liberi, come pecore al pascolo. Infine, nella terza parte, finalmente si affacciano, e vivono, nel mondo vero. Ora smetto di parlare della trama perché non voglio fare spoiler.

Come dicevo prima, il romanzo è una pura storia di formazione. Attraverso tutta la sua storia Kathy capisce cosa significa vivere. Noi sappiamo di essere mortali, sappiamo che le persone che amiamo sono mortali, eppure non siamo mai preparati a questo, non vogliamo mai che le cose e le persone che amiamo ci lascino. Eppure succede. La vita trascorre e non guarda in faccia nessuno, eppure possiamo fare qualcosa. Il mondo è crudele, la vita pure, ma noi dobbiamo vivere, dobbiamo amare e ricordare. Il tema del ricordo è molto importante in questo libro. Le cose e le persone ci lasciano, ma i nostri ricordi no. Essi sono la nostra più grande ricchezza.

è un libro scritto benissimo, con uno stile semplice, molto scorrevole e impeccabile. Avverto, fa piangere, soprattutto verso la fine. Ma leggetelo, è un libro che serve.

Voto: 95/100

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