Conclave di Robert Harris – Recensione

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Conclave è l’undicesimo romanzo dello scrittore britannico Robert Harris. Il libro è uscito nell’ottobre 2016 e finalmente l’ho letto.

Il libro è, ovviamente, un

thriller e la vicenda ruota tutta ad un conclave. 2018 (quindi futuro rispetto alla stesura), il Papa è morto, il Seggio è vacante. Da tutto il mondo arrivano quindi centodiciassette cardinali che, insieme al camerlengo (il centodiciottesimo), dovranno scegliere il nuovo Papa.

Ho trovato questo libro molto interessante e intrigante. L’atmosfera thriller c’è, è un vero e proprio thriller politico, genere che sta molto a cuore ad Harris. Harris non ci narra solo una storia carina e scritta bene, ma affronta temi politici importanti attraverso una delle società più vecchie e e forti della nostra epoca, ovvero la Chiesa.

I temi preponderanti del romanzo sono l’ambizione e l’ascesa al potere. Tutti vogliono diventare Papa, ma forse nessuno ne è veramente degno. La Chiesa è fatta di uomini, come tali, tutti hanno errato, qualcuno più di altri e più gravemente. Quindi, come ci viene spesso detto nel romanzo, il Conclave alla fine si base sullo scegliere non l’alternativa migliore, nonché quella suggerita da Dio, ma quella meno peggio. In questi tempi più che mai. La Chiesa è più debole di prima, e ha gli occhi puntati addosso per gli scandali sessuali e poi c’è la questione dell’omosessualità, dove tutti sembrano avere un’opinione diversa. I chierici non possono non pensare a questo, quindi devono sempre scegliere quello che darà la migliore immagine al mondo. Molti rivogliono un Papa italiano, alcuni il primo Papa nero, altri sé stessi, ma poi saranno tutti chiamati a scegliere tra i principali candidati, tra quelli più amati, e non quelli più meritevoli. Harris dipinge la politicità del Conclave in modo perfetto e da anche un’immagine precisa della Chiesa, criticandola anche, ma non in modo pensate. Una critica buona, ferrata, ma non continua. Non prendete assolutamente in mano questo libro pensando che sia una critica alla Chiesa. C’è, ma non è la cosa principale.

Ci sono molti colpi di scena, soprattutto nel finale, che ho adorato. Un lieto fine, per così dire, a suo modo molto divertente e quasi provocatorio nei confronti della Chiesa. Forse un modo per dire: “Svegliatevi.

Riassumendo, sì, vi consiglio questo libro. Non è molto lungo ed è di facile lettura. Intrattiene, ma alla fine da anche molto su cui pensare.

Voto: 72/100

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