Abbiamo Sempre Vissuto Nel Castello di Shirley Jackson – Recensione

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Abbiamo Sempre Vissuto Nel Castello è l’ultimo, e solo il sesto, romanzo della scrittrice statunitense Shirley Jackson pubblicato nel 1962. In Italia è arrivato solo 28 anni dopo con il titolo “Così Dolce Così Innocente”, ma adesso ha riacquistato il suo titolo originale.

Questo libro

mi è piaciuto molto. è un horror/ thriller davvero bello e anche corto, si legge in due,  tre ore. Questo sta a dimostrare che anche i libri corti possono essere molto molto belli.

Il libro segue la storia di due sorelle, Costance e Mary Katherine Blackwood, che vivono in un casa lontano dalla cittadina dove rimangono quasi tutto il tempo. A vivere insieme a loro è solo il loro zio ormai vecchio e malato. Infatti tutta la famiglia Blackwood è morta anni prima a causa di avvelenamento e loro tre sono gli unici superstiti. Inoltre Mary ha anche un gatto. La loro vita quindi scorre così, all’interno delle mura domestiche, al massimo all’interno della loro abitazione, quindi anche nel giardino. Ad andare in paese è solo Mary, due volte alla settimana per prendere i viveri, e non le piace uscire da casa sua. Tutta cambia quando arriva un uomo. E qui finisco perché non voglio spoilerarvi.

Come già detto, il libro è breve, ma molto ben scritto, senza alcuna esitazione. La Jackson va dritta al punto, ma allo stesso tempo è molto attenta ai dettagli, soprattutto nelle descrizioni, e nei pensieri di Mary, data che la storia è narrata dal suo punto di vista.

Cosa molto importante sono le tematiche. Il grande tema del perseguitare gli altri è davvero centrale in questo romanzo. I cittadini perseguitano le due sorelle, soprattutto Mary, cercano di farsi gli affari loro, si inventano storie sul loro tornaconto, storie paurose e assurde. Ciò le spinge a chiudersi ancora di più in sé stesse, quindi a proteggere la loro privacy.

Altro tema è quella della famiglia e dell’amore. Shirley Jackson è cresciuta con una madre che non l’amava e questa figura appare molto spesso nei suoi romanzi, e questo non è da meno. Anche qui vediamo una famiglia non molto calorosa, se non per Constance e Mary, delle sorelle molto unite con un legame strano. Mary è una donna ormai adulta, ma sembra una bambina. Fa giochi da bambini, crede negli incantesimi, nelle streghe, nei fantasmi e sta sempre in compagnia del suo gatto, con il quale ha una relazione strana. è il suo unico amico, ci gioca e ci parla. Devo dire che il gatto è davvero una figura molto inquietante. E poi c’è Constance, che è più grande di lei, e si comporta proprio da madre affettuosa nei confronti di Mary, ignorando le cose strane che fa.

Altro tema è la divisione sociale. La casa dei Blackwood è discostata dalle altre perché appartiene ad una famiglia élite, e questa divisione, questo muro rappresentato dal cancello che divide la casa dei Blackwood dal resto del paese, ovviamente fa sì che esse siano perseguitate di più.

È un libro che vi consiglio molto. Ripeto che è molto veloce da leggere, ma non solo perché è corto, ma perché ti prende, già dalla prima PAROLA questa libro cattura il lettore e lo trasporta nel mondo della Jackson. Gran bel libro! Ve lo consiglio.

Voto: 83/100

E con questo finisce anche questa recensione. Come sempre vi invito a commentare per qualunque cosa, una domanda, una vostra opinione. Qualsiasi. Vi invito anche a seguire il mio blog, con il vostro account wordpress, o l’e-mail, o mettendo mi piace alla pagina facebook di cui trovate una finestra.

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E anche la recensione di It, di Stephen King, che ha ammesso più volte di essere stato ispirato da questa grande autrice: IT (libro) – Recensione