Tre Manifesti a Ebbing, Missouri – Recensione

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Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, è il nuovo film diretto e scritto da Martin McDonagh, famoso sceneggiatore di teatro e anche di Sette Psicopatici. La storia gira intorno a questa donna, la cui figlia è stata uccisa, che decide di mettere tre grandi manifesti fuori dalla città come protesta nei confronti della polizia, che sembra non investire le sue risorse nel caso in questione.

Il film è

bellissimo! Inoltre, io ho avuto la fortuna di vederlo in lingua originale al cinema ed è stata grandioso. Guardatelo assolutamente.

Iniziamo dalla sceneggiatura. Se avete già visto Sette Psicopatici sapete già molto bene come è lo stile di McDonagh e qui non è da meno, alzi è decisamente meglio. Il modo con cui è riuscito ad unire una black-comedy al crime è straordinario. è un film che fa ridere tanto, ma non come quelle cagate della Marvel del tipo Thor: Ragnarok, sono battute intelligenti, sprezzanti, con un sarcasmo a volte difficile da capire, ma intelligente. Efficace. E quest’umorismo si unisce molto bene alla storia. La storia di una donna forte, Mildred, che sta sfidando la polizia e il potere centrale del paese perché vuole giustizia per la figlia morta, non curante di tutte le dicerie della città. Infatti a Ebbing nessuno tifa per lei. Mi è piaciuto il fatto che non ci si è fermati alla sua storia, alla sua verità, ma che si sia dato spazio anche ad altri due personaggi, soprattutto la storia di uno. Fantastico. E un gran bel finale, davvero. Non avrei saputo scriverlo meglio. So che qualcuno rimarrà, o sarà rimasto, titubante sul finale, ma no, doveva finire in questo modo. Assolutamente.

La regia è sempre di McDonagh e l’ho apprezzata tanto. Molto attento ai particolari, alle espressioni, ai movimenti dei personaggi. Belle anche le inquadratura e neanche molto statiche. Bene. Non ha avuto la nomination e ci sta, nel senso non è la migliore regia, dovendo ancora vedere Lady Bird non so se ci poteva stare. (Anche se meglio di Peele sicuro).

Non male anche il reparto più tecnico. Bella fotografia, bei colori, davvero. Anche strano il fatto che ci sono momenti tetri con colori scuri e al massimo rosso, e poi momenti chiari, splendenti, con colori vivi. Bel contrasto assolutamente voluto.

Bel sonoro, secondo me si sono destreggiati bene con la musica, quando metterla, come far percepire i suoni naturali, e mi aggancio dicendo belle musiche. Buon montaggio sonoro e anche effetti speciali, ma ovviamente, l’uso che se n’è fatto è molti limitato.

I costumi non mi sono granché piaciuti, forse un po’ troppo comuni e piatti. Erano sempre gli stessi, in ogni occasione. Avrei giocato un po’ di più, forse. Ma è davvero voler cerare il pelo nell’uovo.

Chiudo con le interpretazioni. Rockwell e la McDormand sono stati bravissimi. Meritano e vinceranno l’Oscar rispettivamente per Miglior Attrice Protagonista e Miglior Attore Non Protagonista sicuramente, e se lo meritano davvero. Soprattutto Rockwell. La sua interpretazione è stata straordinaria, quasi quanto la storia del suo personaggio.

In sintesi, questo film è un piccola perla che per fortuna grazie alla Fox Searchlight sta trovando il suo piccolo posto nei cinema del mondo. Vedetelo, ancora c’è nei cinema. Davvero, andate e diffondete il verbo.

Voto: 90/100

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