Assassinio sull’Orient Express (film) – Recensione

locandina

 

Assassinio sull’Orient Express è il nuovo adattamento del celebre romanzo omonimo di Agatha Christie uscito il 30 Novembre 2017. Ci troviamo a bordo di un treno, il famoso Orient Express, e durante la notte viene ucciso un passeggero, un certo signor Ratchett, interpretato da Johnny Depp. Il famoso investigatore belga Hercule Poirot è a bordo e con la sua innata abilità inizierà ad indagare e ad indagare i passeggeri, fino a trovare la soluzione che sembra così oscura.

Allora, Assassinio sull’Orient Express è

stato il primo libro della Christie che ho letto, ed è uno dei miei preferiti, proprio per questo finale sorprendente anche se, col senno di poi, devo dire che è uno dei pochi libri della Christie dove è possibile capire l’identità del colpevole.

Per questo era allo stesso tempo felice e spaventato di questo adattamento e della sua riuscita perché avevo paura che lo trattassero male, che lo modernizzassero troppo. Ma non perdiamoci in chiacchiere e iniziamo questa recensione che sarà lunga.

Prima di tutto, il film complessivamente non mi è piaciuto, ma non è una merda. Come sempre inizio da storia e sceneggiatura. La prima è essenzialmente quella del libro, e di ciò sono stato molto contento. Hanno aggiunto molto poco, tipo 10-15 minuti iniziali in cui si spiega perché Poirot parte da Istanbul, e aggiunto un finale che si collega a Poirot sul Nilo, altro bel giallo. Il problema è stato poi rendere questa storia un film, e quindi la sceneggiatura. Purtroppo, il film è comico, troppo comico. La gente in sala attorno a me ha riso per tanto tempo per cose assurde poi, come Poirot che pesta la cacca. Comicità squallida. E il problema è che ci sono tanti piccoli “quadretti” comici che stancano e a me hanno dato proprio fastidio, perché li trovavo da cinecomics. Altra cosa, le scene d’azione. C’è azione, non molta, ma c’è. E non mi è piaciuta, per quanto sia stata limitata ha contribuito sempre più a non farmi sentire in un giallo inglese, ma in un thriller moderno. Andiamo poi alla parte più intensa, al giallo. È un giallo lento ad iniziare, ma veloce a finire. Che ci metta un po’ ad iniziare va benissimo, anche sul libro non si legge subito dell’omicidio, la storia ci mette un po’ a carburare, e il film rispecchia questo, ma non il resto del film. Tutta l’indagine è proprio veloce, così come lo sono gli interrogatori. Una cosa che mi ha lasciato spiazzato è stato il modus operandi di Poirot. Chiunque ha letto anche solo un libro della Christie con Poirot come protagonista, sa quanto quest’ultimo usi metodi non convenzionali per indagare e che molto spesso non si capisce cosa stia facendo. Nel film, invece, non fa niente di così strano. Altra cosa, che riguarda sempre il nostro caro investigatore, è che non spiega niente. Durante il film ci sono rivelazioni importanti, ma lui non spiega come diamine ci sia arrivato. Mai. Se l’avessero fatto, avrebbero anche potuto creare delle situazioni comiche senza necessariamente cadere nel ridicolo. Infine, non mi è piaciuto questo nuovo Poirot, ma non solo perché l’aspetto fisico è completamente stravolto, ma proprio perché non è il personaggio della Christie. È un Poirot comune, che non si compiace della sua intelligenza e furbizia, un uomo più d’azione che di astuzia, una persona che perde la calma molto spesso, altro che gentiluomo belga. Perfetta descrizione di un poliziotto, peccato che Poirot sia un investigatore privato.

Passiamo alla regia. Anche questa non mi è piaciuta. Non è male, in tutta onestà, ma sinceramente non l’ho trovata di mio gradimento. È troppo altalenante, ovvero ci sono dei momenti in cui è molto buona e altri in cui fa davvero schifo. Inoltre non mi sono piaciute le scelte stilistiche di Branagh. Assassinio sull’Orient Express è quasi un’opera teatrale, e infatti è stata più volte adattata, e gli attori potavano essere molto più imponenti e teatrali. Invece sono sempre seduti, ci si muove poco in questo treno. E non si vede niente. Il corpo si vede a mala pena, nella scena dell’omicidio non si vede niente, il pugnale rimane sempre scintillante anche se dovrebbe essere sporco di sangue. Tanto vecchio stile, ma in realtà fatto male. E qui mi collego alla fotografia: brutta. Non mi sono piaciute le inquadrature, spesso dall’alto che danno molto fastidio. Ma in generale l’immagine non è d’impatto, per niente. Sì, ci sono dei momenti in cui è carina, ma non dici proprio “wow”.

Invece è bella la scenografia. Hanno fatto il treno proprio bene. L’unica cosa bella di tutto il film. Poi, non so se ci sia stata della musica e se c’è stata wow, era così dimenticabile. Quindi sia musiche che sonoro scarso. Buon montaggio sonoro, questo sì.

Andando agli interpreti, Branagh è stato bravo, peccato che il personaggio non sia Poirot. Mi è piaciuta molto Judi Dench, l’ho trovato la più vera di tutti. Brava anche la Pfeiffer, soprattutto nel finale.

Quindi, in conclusione, ciò che io penso è che sia stata solo una grande blockbusterizzazione di un giallo, trasformandolo in un thriller, non riuscendoci, con elementi di azione e troppa commedia, perché i film ormai sono belli solo se fanno ridere e divertire non importa come, basta guardare alcune recensioni di Thor:Ragnarok.

Voto: 55/100

E così finisce questa recensione. Se l’avete apprezzata cliccate su mi piace e condividete sui social. Vi ricordo che ogni commento, anche che va contro la mia recensione, è ben accetto e anche di seguira il blog con wordpress, se l’avete, o l’e-mail o cliccando mi piace alla mia pagina facebook di cui troverete una finestra qui accanto. Ciao e alla prossima.

Lascio qui la mia recensione di un altro adattamento della Christie: Mistero a Crooked House – Recensione