IT (film) – Recensione

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It, uno dei film più attesi dell’anno, è il primo adattamento cinematografico del romanzo omonimo di Stephen King del 1986. Per chi di voi pensa sia un remake, si sbaglia. Quella del ’90 era una serie televisiva, non un film. Il romanzo è lungo 1300 pagine circa e quindi, giustamente, è stato diviso in due capitoli, il primo uscito a settembre (il 19 Ottobre in Italia), e il secondo dovrebbe uscire nel 2019. La storia è incentrata su

sette ragazzi, il famoso club dei Perdenti, che hanno tutti dei contatti con un clown, Pennywise, che altro non è che un’entità che infesta Derry, la città immaginaria del Maine in cui è ambientata la vicenda, uccidendo per lo più bambini.

Il film mi è piaciuto, ma mi aspettavo di meglio, davvero. A mio parere ci troviamo di fronte ad un altro film un po’ troppo sopravvalutato. Iniziamo punto per punto. La sceneggiatura. Ora, io sto ancora leggendo il libro, sono a buon punto, ma non l’ho ancora finito, però devo ammettere che non è stato molto fedele, ma neanche tanto tanto diverso. Ci sono tante cose che hanno cambiato, soprattutto l’incontro tra i bambini e Pennywise, ma il senso del libro è rimasto, in fin dei conti. Ho preferito la prima parte, forse la meno fedele, dal punto di visto del romanzo, ma credo che sia assolutamente quella fatta meglio. Nel libro abbiamo un capitolo per ognuno dei sette ragazzi, in cui ognuno ci viene presentato. In questo capitolo, si legge il loro incontro con Pennywise, che è diverso per ognuno di loro, così come nel film. Solo più tardi ne parleranno e capiranno che Derry è infestata. Essenzialmente è la vicenda del libro. Inoltre, cosa molto importante, nella prima parte ci fanno proprio vedere la formazione di questo nuovo esclusivo club, di come si sono formate le amicizie e ciò, a mio parere, è stato fatto bene. Se fosse durata cinque minuti in più quella parte sicuramente non sarebbe guastato, ma non è affatto male. Quindi ci viene data una visione completa della situazione di Derry e hanno fatto benissimo. La seconda parte, invece, è quella che ho trovato un po’ bruttina. Non è noiosa, ma per circa mezz’ora accade sempre la stessa cosa. Questa seconda ora, è solo piena di cliché su cliché di tutti gli horror possibili e immaginabili. La scena, che si trovino in un garage o in una casa abbandonata, è sempre quella: loro in un posto buio e It che appare dal nulla, per creare quell’effetto sorpresa, quello spavento che ti deve far saltare dalla sedia, quel jump scare. Ma non ci riesce, come tutti i film horror per due motivi: uno, la musica è un indizio predittivo grandissimo (altro grande cliché); due, dopo mezz’ora che fai così, si capisce come funziona. Inoltre, questa seconda parte è troppo frettolosa, i tempi si accorciano moltissimo, è una cosa che non mi piace, neanche negli horror. Quanto meno, il senso del romanzo, quindi il tema della paura, l’amicizia, l’unione per configgere le proprie paure, è rimasto, anche se non ho visto molto la formazione, perché It è un romanzo di formazione alla fine. Sarà perché ancora non c’è la controparte adulta, ma non so. Però, a parer mio, i cliché sono imperdonabili, perché il libro non ha nulla a che fare con i cliché.

Passiamo alla regia, che ha avuto troppi alti e bassi. La prima scena è bellissima anche a livello di regia e, in generale, tutte le scene con Pennywise sono belle. Ma, allo stesso tempo, Muschietti è stato molto permissivo con i ragazzi. Nel senso che quando ci sono solo loro, soprattutto nelle scene clue, la regia si abbassa tanto tanto di qualità. Diventa permissiva. Ogni film ha delle scene che sicuramente devono essere rifatte perché potevano essere realizzate in maniera migliore, e It non è da meno, e forse sono anche un po’ tante. Per dire, la scene di Bowers e i suoi contro i Perdenti. Era fatta stramale. E anche qualche altra. Ma ad esempio, c’è una scena dove sono sempre solo loro, ma non è così importante, anzi, è divertente, ma è fatta bene. Perché Muschietti li ha guidati bene. Vuoi che sia perché sono solo bambini e quindi dovevano divertirsi, vuoi che sia perché la regia è di vecchio stampo, ma non ci sono scuse. E ciò mi porta ad un’altra nota negativa: il montaggio. E riprendo sempre la stessa scena. Il montaggio lì, nella lotta, era pessimo, ma anche nella scena dell’incontro di Beverly e Ben. E non solo quelle. Come la regia, il montaggio è di vecchio stampo. Non so se Muschietti e i produttori volessero fare un film che sembrasse provenire dagli anni ’80, anni in cui è ambientato It film, ma ciò non significa far le cose male. Un conto è attuare una regia vecchio stampo, un altro è non muovere la telecamera, o non dire : “ragazzo, stai recitando male, fai così”.

Ci sono cose molto positive: fotografia e scenografia belle da impazzire, soprattutto la fotografia. Immagine che aveva davvero un gran bell’impatto. Trucco pazzesco per It, era davvero inquietante, con quegli occhi gialli e quei dentoni. Belli anche i costumi. I calzoncini erano orribili, ma così azzeccati. Bello quello di It, ma in generale, bei costumi, non stupendi, ma belli. Però, gli effetti visivi, mi hanno lasciato un po’ a desiderare. Cioè, ci sono cose che sono fatte davvero bene, ma altre che potevano essere realizzate in maniera migliore, proprio dal punto di vista della grafica. Alcune cose si vedeva fossero finte, ma ciò posso accettarlo solo per il dipinto.

Chiudo con gli attori. Bill Skarsgard, l’attore che ha interpretato It, è stato bravissimo, con la B maiuscola. Sophia Lillis è stata straordinaria e anche Finn Wolfhard, nei panni di Richie, attore che già conoscerete per Stranger Things. Salvo anche l’attore di Georgie, Jackson Robert Scott, e quello del padre di Beverly, Stephen Bogaert. Jeaden Lieberher, il protagonista principale ha fatto schifo. Uguale Wyatt Oleff e Jack Dylan Grazer. Anche loro erano tre dei perdenti, rispettivamente: Bill, Stan e Eddie. Per gli altri due (Jeremy Ray Taylor e Chosen Jacobs) non ho niente da dire: né bravissimi, né schifosi. Nella media.

Mi dispiace aver detto tante cose così negative, ma non potevo non farlo. È dura farlo, ma le mie aspettative non sono state soddisfatte. Ripeto, il film mi è piaciuto, ma le reputo un film horror che funziona, basta. Doveva essere molto di più.

Voto: 65/100

Bene, ho finito. Ma ora la domanda fatidica, ve lo consiglio? Sì e no. Da vedere sì, anche in attesa del secondo capitolo che potrebbe riportare le cose in carreggiata (speriamo). Al cinema? Non lo so. Io consiglio sempre di andare al cinema, perché l’esperienza in sala è sempre diversa, ma so benissimo che oggigiorno costa un’eresia. Quindi per chi di voi è un po’ indeciso, o magari non è proprio un gran fan dell’horror, aspettate un paio di mesi e affittate il dvd.

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