Blade Runner 2049 – Recensione

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Il film di questa settimana è il tanto atteso (??) sequel di Blade Runner, cioé Blade Runner 2049, regia di Dennis Villeneuve con Ryan Gosling, Harrison Ford e Jared Leto. Il film è ambientato trent’anni dopo gli eventi di Blade Runner e il protagonista è questo agente, K, interpretato da Ryan Gosling, che è un Replicante, che a sua volta da la caccia a tutti i Replicanti di vecchi modelli. Infatti, la Tyrell non esiste più, ma al suo posto c’è la Wallace, che ha costruito dei Replicanti migliori. Quindi K deve dare la caccia a quelli vecchi.

Di questo film

potevamo volentieri fare a meno, e non sto parlando solo di me, ma proprio della cinematografia. È un film inutile e noioso e, a mio parere, senza senso. Ripeto, potevano benissimo non farlo, ma purtroppo non volevano star fermi.

Inizio dalla sceneggiatura. Quando ho recensito Blade Runner, avevo detto che c’erano state parti della sceneggiatura che mi erano piaciute e altre che proprio no. Questa volta tutta la sceneggiatura è no. Ma un NO grosso come una casa! La storia di questo film (piccolo, insignificante spoiler per chi non l’ha visto) si basa sul fatto che Rachel e Deckard abbiano avuto un figlio. E già qui, no comment. E non voglio spendere una parola su come hanno scoperto che era incinta, perché è una cosa surreale. Però vebbé, siamo nel futuro. Quindi tutto il film è incentrato sulla ricerca di questo figlio che lui da bravo agente deve uccidere. Tutta questa indagine, se vogliamo chiamarla così, è banale e non è una vera indagine. Ovvio, doveva servire a ricalcare l’aspetto noir di quando Deckard è sulle tracce di Zhora, ma non ci arriva minimamente, e stiamo parlando di un’indagine – quella di Deckard- frettolosa e che si basa su un indizio che lascia delle perplessità sulla sua esistenza. Sto parlando delle foto. Ma in realtà qui dovrebbe essere più un thriller, dato che c’è il mistero di questo bambino che deve essere trovato. Ma si capiscono tante cose già dopo cinque minuti che si è scoperta l’esistenza di questo bambino e si capisce dove gli sceneggiatori vogliono andare a parare. Quindi l’effetto sorpresa, non è così sorpresa. C’è azione, molto meno di quello che mi aspettavo, però. Infatti credevo che sarebbe stato molto più giocato sulle scene di azione e gli effetti speciali, ma non è così. E ciò mi ha colpito positivamente. Di solito i film tutta azione fanno schifo. Sta di fatto che alcune sequenze di azione sono un po’ lunghe e alcune inutili proprio. Diciamo che alcune sono state messe lì giusto per ravvivare un po’ il pubblico dato che il film è noioso, come a dire: “non ci sono esplosioni da trenta minuti, dai mettiamoci un po’ di azione”. L’effetto che si ha è quello. Anche in questo film c’è una storia d’amore, ma se in Blade Runner la storia tra Rachel e Deckard sembra vissuta da due quindicenne e non da due adulti, in questa film la storia è proprio patetica. E non dico altro. Altra cosa, i temi. La cosa che mi era piaciuta molto di Blade Runner (e che mi ha anche fatto odiare gli sceneggiatori per aver rovinato un film con un potenziale incredibile) erano i temi che la pellicola trattava, soprattutto uno: l’umanità, la differenziazione tra ciò che è umano o no, volto a riprendere ciò che i Nazisti facevano con gli Ebrei (deumanizzavano la vittima). Questa era il tema principale del romanzo Ma gli Androidi sognano pecore elettriche? di Philip K. Dick da cui è tratto Blade Runner. In Blade Runner 2049, questa tematica è ripresa, accennata, ma non ci viene detto niente di più rispetto a quello che il vecchio film avesse già fatto. Ecco perché è inutile: non aggiunge niente, ma proprio niente. Ultime due cose che non mi sono piaciute sono: la pioggia, piove sempre nelle scene importanti, come in Blade Runner, ma questa pioggia ha stufato un po’; e il finale, che è brutto e insulso come nel primo film. Hanno creato una linea di successione proprio. E questa è la storia, ma di questa sceneggiatura non mi sono piaciuti proprio personaggi. Il signor Wallace, il personaggio di Leto, è inutile. K è un Deckard 2.0. Deckard è sempre cretino. Basta.

Per tutta questa serie di motivi, il film mi è sembrato più un reboot che un sequel, un reboot fatto male. Inoltre ci sono delle scene, delle cose che vengono lasciate in sospeso, quasi a far pensare che questo film è il primo di una serie. Ma come Fast & Fyrious ci insegna, sarà il box-office a decretare il sequel o no. Incrociamo le dita e speriamo di no.

Passiamo alla regia, che è sicuramente migliore di quella di Blade Runner. Villeneuve sa dove mettere le mani dietro la macchina meglio di Scott, sia di oggi che di allora. Ma sinceramente, non penso sia stata la sua miglior regia, non credo siano proprio cose adatte a lui. In Arrival era stato fantastico. Ecco, io credo che dovrebbe fare delle cose più serie, perché lì da davvero il meglio di sé. Anche il sonoro è sicuramente migliore del primo film, che aveva un sonoro pessimo. La scenografia è un po’ così così. Nel senso ho apprezzato la desolazione perché si avvicina al romanzo di Dick, ma allo stesso tempo, Los Angeles non è cambiata per niente e ciò da fastidio. Però, almeno, in questo film ambientato nel 2049, la gente sembra provenire dal 2049. Non come, Blade Runner, ambientato nel 2019 e tutti gli oggetti di scena (compresi i costumi) erano degli anni ’70-’80. Gli effetti speciali sono buoni, ma forse troppo computerizzati? Troppo esagerati? Un po’ esagerati sono, diciamo che preferisco il primo su questo punto che è più pacato. Stessa cosa per il montaggio sonoro, è buono, ma la trovo esagerato in certi punti e per questo do sempre la mia preferenza al primo su questo punto. Però il montaggio è sicuramente migliore in 2049, dovuto anche, a come ho detto prima, ad una regia più esperta, più consapevole. Ricordo anche che Scott era appena al suo terzo film con Blade Runner e che quindi, l’inesperienza era più che normale e giustificata.

Chiudo con gli attori. Allora, Ford non mi piace, non credo sia un grandissimo attore. Ha fatto il suo in Blade Runner e lì è stato bravo, ma qui no! Il fatto di dover solo parlare fa notare quanto sia più indirizzato versi altri tipi di film. Gosling mi piace, è un bravo attore, ma non lo credevo adatto ad un ruolo del genere, e infatti non lo è. Mi è piaciuto solo Leto, che è stato bravissimo, peccato l’inutilità del suo personaggio.

Ho più o meno analizzato tutto quanto il film. Quindi siamo alla fine e ora devo dare il mio voto, ma prima voglio un attimo riassumere tutto. Uno dei motivi per cui non mi era molto piaciuto Blade Runner (vi invito ad andare a leggere la mia recensione) è la presenza di buchi di trama e incorrettezze. In questo non ci sono a iosa, anche se una piccola incorrettezza c’è quando parlano di Rachel. Per chi ha visto il film, non possono essere passati trent’anni da voi-sapete-cosa. Sì, ci sono cose lasciate in sospeso, ma non dei veri buchi di trama. Però, almeno, in Blade Runner la prima mezz’ora mi è piaciuta molto, qui non ho trovato un singolo minuto che mi sia piaciuta. La parte noir è coinvolgente anche se frettolosa, in 2049 è noiosa perché ci mettono due ore per dirti una cosa che ha già capito. Nell’originale del 1982, invece, tutto andava di fretta e impiegavano due secondi a dire cose importanti, che poi non capivi e non ricevevano spiegazioni. Diciamo che 2049, poteva essere un cortometraggio di 40-45 minuti e il film non sarebbe cambiato nella sua storia. Hanno solo allungato il brodo per quasi due ore e mezza. INACCETTABILE! Per questo non ve lo consiglio assolutamente! È uno spreco di tempo e denaro che non potrete riavere più indietro. Piuttosto, andate a vedere mother!, quello sì che è un film.

Voto: 40/100

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P.S. Vi lascio i link di altre due miei recensioni, ovvero Blade Runner e madre!, che vi consiglio di andare a vedere.

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