madre! (mother!) – Recensione

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madre!, titolo originale mother!, è l’ultimo film diretto e scritto da Darren Aronofsky, famoso regista de Il Cigno Nero. Il film è uscito nelle sale italiane giovedì 28 Settembre e presenta attori del calibro molto importante: Jennifer Lawrence, Javier Bardem (entrambi vincitori dell’Oscar), Michelle Pfeiffer e Ed Harris, più volte nominati agli Academy Awards. Protagonisti sono la Lawrence e Bardem, nel ruolo di una coppia da poco sposata. Lui è un poeta affetto dal blocco dello scrittore, lei è una moglie molto devota che impiega il suo tempo ricostruendo la casa di lui andata distrutta in un incendio. La loro vita cambierà quando

un medico, Ed Harris, busserà alla loro porta. Il marito lo inviterà a stare e piano piano, arriveranno la moglie e anche i figli.

Il film mi è piaciuto da impazzire, l’ho proprio adorato. Questo horror psicologico alla fine non è così horror, ma è normale. È un film molto drammatico e intenso e profondo. Affronta tantissimi temi e ci da molto su cui pensare, su cui riflettere, una cosa che un film dovrebbe fare, dato che la cinematografia è arte e come tale il suo scopo non è solo quello di intrattenere. La storia è molto bella, ma complicata da capire, perché allusiva e allegorica. Ci sono molti riferimenti biblici, come Adamo ed Eva, Caino e Abele, le piaghe d’Egitto, Gesù. Ovviamente, non fate l’errore di pensare che questi riferimenti siano da intendere in modo veramente religioso o di diffusione del verbo della Bibbia. No, no, assolutamente no! Guardate ho letto certi commenti su twitter che davvero mi hanno fatto salire un nervoso! Non capite il film, ok, però state zitti, non giudicatelo a cazzo.

Allora, sì, nel film ci sono tante allegorie che si riferiscono alla Bibbia, ma, ovviamente, vanno interpretati in un altra maniera. Aronofsky in vari film ha dimostrato di non credere o, quantomeno, di avere una differente visione di ciò che è credere. In Mother! c’è una critica alla religione e alla chiesa, anche in Noah. Tutti quegli allegorismi sono per lo più indizi per capire l’identità del personaggio di Jennifer Lawrence, di cui non conosciamo neanche il nome. Allora, io non voglio proprio svelarvi il senso del film, perché secondo me dovete capirlo, è più bello così, ma, capisco anche che, se non lo faccio, la recensione non avrebbe senso. Quindi farò una breve spiegazione nel prossimo paragrafo che potete liberamente saltare, e magari tornare più tardi quando avrete visto il film, nel caso non l’abbiate capito o se volete un confronto, per vedere se la visione è la stessa.

Il film è puramente ambientalista, un tema che sta molto al cuore al nostro Aronofsky. In questo film la Terra, il paradiso nel quale viviamo, è rappresentato da una casa, la casa che la Lawrence rimette a posto con tanto amore. Questa cosa viene poi rovinata dagli uomini. Quindi, Aronofky ci invita a riflettere su come stiamo trattando la terra, sia singolarmente che collettivamente. Ogni nostra azione è portata a distruggerla o a macchiarla di peccati, non rendendoci degni di vivere in questo paradiso, da cui sappiamo solo prendere, ma a cui non diamo niente. Quindi l’uomo è egoista, è narcisista, non ama la Terra e la natura, ma ama il fatto che essa lo ami, e invece di pensare a preservarla, pensa a cose superflue, come il denaro e la fama e la religione, e facendolo rende il mondo sempre un posto peggiore. L’uomo commette dei veri e propri peccati, che non si possono “spazzare sotto il tappeto”, perché non verranno mai cancellati e la natura non li potrà dimenticare. Infine, ultima cosa, l’uomo non impara mai, per quanto ci provi commette sempre gli stessi errori. Questo è il significato del film. Non a caso il protagonista è un poeta, e si sa, i poeti sono a stretto contatto con la natura (Saffo, Leopardi, Petrarca) e parlano con lei.

Oltre che il tema di fondo, mi è piaciuta proprio la sceneggiatura. È dark, ma allo stesso tempo riesce ad essere una black-comedy e anche un horror psicologico. Inoltre, mi è proprio piaciuto il netto distacco tra le due parti. La prima tranquilla, lenta, ma già inquietante e intrigante e molto allegorica. La seconda, più veloce, più assurda, più caotica. Ma un caotico sensato, il film è caotico perché il nostro mondo, quello che noi abbiamo creato, è caotico. Una trovata geniale. Una cosa che vi dico è che può sembrare un film alle volte ripetitivo, soprattutto per la Lawrence, che in una parte specifica, fa sempre una cosa. Ma c’è un grosso motivo dietro. Io l’avevo pensato, ma non ne ero sicuro, poi è arrivata una scena che ha confermato la mia ipotesi. Il tutto è alle volte ripetitivo perché l’uomo non impara MAI! E Aronofsky, con questo CAPOLAVORO, ci sta dicendo di svegliarci, altrimenti le cose non cambieranno mai.

In generale io ho trovato qualsiasi cosa assolutamente perfetta. Il montaggio, il sonoro e la regia e la fotografia sono eccezionali. Il montaggio sonoro e gli effetti visivi sono pochi, ma sono fatti entrambi molto bene. Non c’è niente di questo film che secondo me sia fatto male. E mi congratulo con i miei amici di Venezia per averlo fischiato. Dopo aver sottovalutato Arrival in quel modo, ora mi fischiano questo film stupendo. Si vede che di buoni film non ne capiscono un cazzo. Scusate per il linguaggio, ma mi dovevo sfogare. Ho questo groppo in gola da più di un anno.

Per gli attori, ho poco da dire. Tutti e quattro eccezionali, in modo particolare la Lawrence, che io amo e amerò per sempre. Bravi anche gli attori che compaiono poco. Bravi Bravi Bravi!

Quindi, voi tutti ascoltatemi: ANDATE ASSOLUTAMENTE A VEDERE QUESTO FILM! È sicuramente la miglior uscita di questa settimana e vi assicuro che non vi lascerà delusi. Non è un film per tutti, è un film alle volte assurdo, artistico, complicato, allegorico, ma è proprio questo ciò che lo rende bellissimo.

Voto: 92/100

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