Blade Runner – Recensione

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Penso che conosciate tutti Blade Runner, film del 1982 diretto da Ridley Scott con Harrison Ford basato sul romanzo Ma gli Androidi sognano pecore elettriche? di Philip K. Dick. Il film è ambientato in un allora lontano futuro: il 2019. In questo futuro alternativo, la Tyrell Corporation ha prodotto dei robot identici agli esseri umani chiamati Replicanti. Essi vengono usati come

forza lavoro, quasi schiavi, nelle colonie spaziali dell’uomo. Succede che sei Replicanti, del modello Nexus 6, riescono a scappare e tornano sulla Terra, perché vogliono trovare il modo di sopravvivere, dato che i Replicanti hanno una durata prestabilita. Due muoiono subito e gli altri quattro, invece, riescono a raggiungere la terra. Il vecchio cacciatore di Replicanti, ovvero Blade Runner, Rick Deckard, interpretato da Ford, viene contattato e costretto a catturare e uccidere questi androidi.

Allora, sarà una recensione lunga, perché ho tante cose da dire. Molte cose da dire. Questo perché- so che qualcuno di voi mi ucciderà- Blade Runner ha tantissimi errori, così come altre cose molte belle, ma tanti, forse troppi problemi. Quindi, per la prima volta, non vi dirò se il film mi è piaciuto o no perché non lo so neanche io. Mi prendo questa recensione per riflettere. Dato che io stesso sono diviso, la recensione sarà divisa in ciò che funziona e ciò che non va.

Iniziamo dalla cosa più importante per un film: la sceneggiatura, scritta da Hampton Fancher e David Peoples. Ci sono della elementi della sceneggiatura che mi sono piaciuti, soprattutto durante la prima ora, che è la parte del film che ho preferito. I dialoghi sono belli, mi è piaciuto il momento, o meglio dire i momenti, del test “Voight-Kampff”, un test che è in grado di riconoscere i Replicanti, e il dialogo tra Deckard e Tyrell, è proprio ben scritto. Bello anche l’aspetto noir, quindi la caccia di questo cacciatore nei confronti dei Replicanti (il momento in cui ingrandisce la foto è proprio bello). Inoltre, abbiamo anche un doppio punto di vista, dato che seguiamo anche le vicende di Roy, il Replicante più forte dei quattro, che cerca, invece, di trovare Tyrell perché vuole trovare il modo di non morire. Infine, i temi affrontatati sono molti importanti. Io, in realtà, sono dell’idea che affronti solo un tema e che gli altri vengano solo inseriti e non trattati. Il tema centrale è l’umanità e ruota tutto intorno ad una domanda che lo spettatore si deve porre: cosa è davvero umano e cosa non lo è? In questo film abbiamo una popolazione umana quasi asettica, volta solo al denaro; invece i Replicanti sembrano umani. Sono molto interessati alle persone, alle fotografie e alle emozioni, a tal punto che dopo poco tempo iniziano a provarle anche loro. Vediamo dei robot innamorati, macchine che provano dei veri sentimenti e l’uomo no. Ed è importante, dato che il test che riconosce i Replicanti fa leva sull’emozioni e sugli occhi, che sono lo specchio dell’anima. É una cosa che mi ha colpito molto. Quindi tutto il film porta a pensare che sia ingiusto uccidere e sfruttare come schiavi i Replicanti (più volte ci viene detto che vivono nel terrore), che non sia umano, perché anche loro sono esseri viventi. Sicuramente, quindi, una sceneggiatura che fa riflettere sull’uomo, su noi stessi.Gli altri temi, che per me non sono trattati ma solo inseriti, sono: la clonazione, la globalizzazione e la genetica. Per ora la sceneggiatura la lasciamo qui, ma ci ritorno più tardi.

Altri aspetti molto positivi sono la scenografia e gli effetti visuali/speciali. Anche se in alcuni punti si vede che qualcosa è creato artificiosamente, bisogna riconoscere che erano gli anni ’80, quindi tanto di cappello. Per questi due aspetti, ha anche avuto le sue due nomination agli Oscar e per la scenografia ha vinto il BAFTA. Un’altra cosa che io avrei riconosciuto è il montaggio sonoro. Il rumore della macchine, della città, della pistola, anche della macchina che usa per ingrandire la foto. Insomma, tutto perfetto e creato in modo impeccabile.

Questi sono tutti i punti forti di questo film e, obbiettivamente, nessuno li può negare, ma non si possono negare i molti problemi che questo film ha.

Primi tra tutti, i grossi buchi narrativi e le incoerenze. Sì, ragazzi, ci sono dei grossi buchi. So benissimo che ora qualcuno mi sta per uccidere, ma è così e non potete negarlo. La prima ora del film è buona, è un noir fantascientifico che ti prende, ti interessa, ciò per sessanta minuti. Dall’ora in poi, quindi nei restanti quarantacinque minuti, il film devia sull’azione e c’è un notevole cambio, proprio di tempistiche. Mentre nella prima parte del film le cose trascorrono come si deve, ovvero ogni cosa si prende il suo tempo (MA NON è LENTO!), nella seconda parte accadde tutto in fretta. Basta pensare che in solo quei quarantacinque minuti, Deckard incappa in tutti i quattro Replicanti fuggiti, uno dietro l’altro. Cosa che personalmente detesto nei film. Sembra che accada tutto in una notte e forse è così, boh. Non c’è nemmeno una scandita definizione del tempo. Pecca sia di sceneggiatura che di regia. Un grosso buco narrativo è rappresentata dai Replicanti. Ovvero, la prima cosa che c’è nel film è una schermata nera con scritta che scorre verso l’alto (un po’ una copia di Star Wars) che ci spiega che appunto i Replicanti sono progettati per essere mandati in queste colonie. Quindi, da ciò che sembra, essi non hanno alcun contatto con la Terra, dato che è assolutamente proibito che loro stiano sul pianeta. Ma non è per niente così. Infatti, un Replicante ha un albergo e un’altra un lavoro. Come è possibile ciò? Questo è un grave buco narrativo che mina anche a tutta la prima parte del film e non è incolpabile Philip K. Dick. Questo perché basta leggere le trame per capire come il film è diverso dal libro. Infatti, lo stesso autore si era rifiutato di fare una trasposizione da film a romanzo di Blade Runner poiché non credeva fosse artisticamente adatto a lui. Qui sono proprio buchi di trama del film. Altro grosso problema narrativo è la costruzione di questo Replicante che è Roy. Ci viene rappresentato nel film in un certo modo e alla fine…diventa proprio qualcun altro. Ma che cazz…? Fa rimanere lo spettatore confuso, molto confuso. Così come il finale, di cui ho capito il senso, ma per carità, c’è maniera e maniera di scrivere le cose. Per un intero film, Roy ripete “ho visto cose”, “ho fatto cose” e dopo. Ne dice due in croce e scroce, giusto per dare il contentino e dire “toh, ti abbiamo detto cosa ha visto”. No, non me l’avete detto. É un altro buco grosso quanto una villa. Io credo che nemmeno gli sceneggiatori sapessero cosa Roy avesse visto e alla fine si sono inventati due cazzate giusto per chiudere il film. In generale, tutta la seconda parte è scritta male, sembra quasi che si fossero stufati di scrivere questo film e hanno detto: “Dai, terminiamolo in fretta e furia”. E così è stato. Altra cosa che non mi è piaciuta è stata questa storia d’amore, troppe adolescenziale, quasi bambinesca. Ma proprio la seconda parte è bambinesca, come se cambiasse proprio il target del film. Quindi non più adulti, ma bambini e ragazzini.

E questi sono i problemi che riguardano la sceneggiatura. Ma ci sono altre cose del film che sono proprio pessime. Il sonoro. É assolutamente orribile. Ma non proprio per la musica, ma per l’uso che ne hanno fatto. C’è troppa musica quando non serve, soprattutto in un pezzo iniziale, dove parlavano, ma non si poteva capire cosa dicevano; e poca, o nulla, quando servirebbe. In un inseguimento, che andava troppo per le lunghe, non c’era per niente.

Piccolo spoiler, se non volete leggerlo, saltate questo paragrafo. Inoltre, in questa scena, anche l’effetto non è dei migliori. Infatti, c’è una sparatoria, più precisamente Deckard spara alla schiena di un Replicante e colpisce sempre sulla stessa spalla, ma quando si avvicina, entrambe le spalle hanno un foro di proiettile. Magia.

Credo che tutto ciò sia dovuto a degli effetti sbagliati (unico caso, rimango ancora dell’idea che abbiano fatto un lavoro straordinario), un montaggio scarso e un regista che non si sa accorgere di niente. Sì, diciamo che Ridley Scott non mi sta simpatico, nel senso che secondo me non è questo gran registra. Anche se è effettivamente migliorato da Blade Runner, per me, rimane comunque un registra mediocre. Quindi l’altro grosso punto debole è la regia. Scott è sconsiderato e caciaro, scusate il francesismo. Nel senso che non cerca di curare il suo film, è sbagliatissimo. Infatti, a parer mio, le scene di azione non sono girate granché bene. Solo una. Poi, i costumi. Il film è quasi ambientato quarant’anni nel futuro rispetto alla produzione e la gente si veste esattamente come negli anni ’80. No, ma si può? Quale mente penserebbe che in quarant’anni l’abbigliamento non cambia? Ci sono anche arrivati quelli di Ritorno al Futuro. Ed ecco appunto la caciarità, il menefreghismo. Inventati qualsiasi cosa, abiti strani, ma se un personaggio è vestito come gli anni ’80, io lo pongo negli ’80. E da qui si capisce il motivo per cui ci sono tantissime inquadrature sulla città, alle volte inutili. Servono proprio a ricordare alla gente che sono nel 2019 e non nel 1980, dato che molte altre cose dicono il contrario: la polaroid, l’appartamento di Deckard, la sua pistola. Senza offesa, ma gli uomini sono riusciti a progettare dei robot simili a loro, ma non una nuova macchina fotografica o un nuovo tipo di pistola? Non ci credo. Per questo io non mi sono mai sentito veramente nel 2019. Per me era come se il film fosse ambientato negli anni ’80 con la domanda: e se gli uomini avessero inventato i robot in questi anni? Quindi una specie di stempunk fatto male.

Ultima cosa gli attori. Grandissimi Harrison Ford e Rutger Hauer. Molto brava anche Daryl Hannah.

Bene, ho detto tutto. Ho detto tanto. Spero non siate morti di noia. Ora manca solo il voto. E sarà molto difficile! Ma prima del voto, delle piccole riflessioni. Ve lo consiglio? Boh, bella domanda. Non è un bruttissimo film, ma neanche un film bellissimo. Come vi ho detto, ha molti errori, troppi. Comunque, venerdì sera farà su Italia Uno e se non l’avete visto, potrebbe essere la vostra opportunità. Vedetelo, cercare di concentrarvi solo sul bel messaggio, sul bel tema e basta. Non abbiate alte aspettative. In realtà neanche io l’avevo, ma sono comunque rimasto deluso.

Ovviamente, credo che tutti sappiate che tra poco più di una settimana, cioè il 5 Ottobre, uscirà Blade Runner 2049, il sequel di questo film. Sinceramente sono curioso, quindi probabilmente lo andrò a vedere. Magari, anche se dal trailer non sembra, hanno fatto un lavoro migliore dell’originale. Chissà.

Voto: 56/100

Mi dispiace, di più non potevo dare. Vi invito a commentare per qualsiasi cosa vogliate dire, è un film di cui voglio discutere. Se la recensione vi è piaciuta, cliccate like e condividete su tutti i vostri social e, mi raccomando, seguite il blog. Se non avete un account wordpress, potete seguirlo con l’e-mail  o con la pagina facebook, che trovarete a lato di questa recensione. Grazie e alla prossima, se sopravvivo. 🙂