L’inganno (The Beguiled) – Recensione

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L’Inganno, titolo originale The Beguiled, uscito nella sale italiane il 21 Settembre, è il nuovo film scritto e diretto da Sofia Coppola, un cognome molto importante, tratto dal romanzo del 1966 di Thomas P. Cullinan. La storia avviene in America

, esattamente in Virginia, durante la Guerra di Secessione. Ovviamente, per chi di voi non lo sapesse, la Virginia è uno degli Stati che si è scisso dagli Stati Uniti perché voleva mantenere la schiavitù. Più precisamente, la storia avviene in un collegio femminile, che dovrebbe essere chiuso per l’estate, ma è rimasto aperto per le persone che non hanno un posto dove tornare a causa della guerra. Quindi, ci sono solo cinque studentesse, un’insegnante, interpretata da Kirsten Dunst, e la proprietaria, la signora Farnsworth, interpretata da Nicole Kidman. Un giorno, una studentessa, Amy, passeggiando nei boschi trova un nordista ferito che si presenta a lei come il Caporale John McBurney. Amy porta il caporale all’istituto e, anche se all’inizio viene accolto malamente (più volte lo chiamano yankee), le ragazze, da brave cristiane, decidono di farlo restare fino a che non si sarà ripreso. La sua presenza causerà molto scompiglio tra le sette donne che, non abituate ad avere un uomo tra di loro, faranno di tutto per ottenere la sua attenzione.

L’inganno mi è piaciuto, lo reputo un buon film. Come sempre, si può fare una distinzione tra la prima e la seconda parte che sono molto diverse. Innanzitutto, il film è molto lento, soprattutto nella prima parte. Nella prima ora, abbiamo appunto le ragazze che si contendono l’attenzione di McBurney, creando così una situazione umoristica, divertente. Inoltre ci viene descritto molto il caporale, e capiamo che tipo di persona è e lo capiscono anche le ragazze. Quindi in questa prima ora vengono affrontate tematiche molto importanti: la falsità della guerra e dei pregiudizi, la diversità, la gelosia. Inoltre, l’incontro tra l’uomo e le ragazze si può intendere come una pace, dato che appartengono a due fazioni diverse: lui nordista e loro sudiste. Le ragazze si affezionano all’uomo e quindi si è creato un idillio. Una situazione molto pacifica.

Nell’ultima mezz’ora, quindi in quella che si può definire la seconda parte, ciò viene stravolto. Attenzione, viene stravolto per bene, c’è un motivo dietro e anche un messaggio. Non viene stravolto il film, ma solo quella situazione. Ciò sta a significare quanto è fragile la pace, che, nonostante tutti gli sforzi, i pregiudizi sono sempre lì nella nostra mente e aspettano per rivelarsi nel momento più opportuno. Questa parte, mi è piaciuta di più, forse perché si entra in un’atmosfera più thriller, che, personalmente, è un genere che mi piace.

Oltre che la storia, bella e con un messaggio molto importante al giorno d’oggi, ci sono molte cose belle. Il cast. Diciamo che era molto ben equilibrato, le scene più belle sono quelle dove ci sono tutti i membri del cast, quindi le cene o i momenti di preghiera. Regia. La Coppola è stata brava e si è meritata il premio che ha vinto a Cannes. Lavorare con dei bambini, anche se pochi, è comunque molto difficile. Non dico sia stata la miglior regia di sempre, ma brava. Bella la scenografia, che è praticamente solo la scuola, ma a me è piaciuta. Sarà perché ricordava il Pantheon e mi piace l’arte greca. Belli i costumi.

Il sonoro è ok per quello che usato, ma personalmente avrei inserito qualche musica in più nella prima parte, alcune volte c’è troppo silenzio. Il montaggio sonoro, invece, poteva essere fatto meglio. Ci sono dei momenti in cui nella scuola si sentono i rumori della guerra, ma sembrava della musica. Se non ci fosse stata l’inquadratura sul fumo non avrei mai capito che erano i combattimenti. Bella l’idea di inserire il rumore dei grilli, dopotutto la scuola è in aperta campagna. Ultima, ma non per importanza, la fotografia che non è brutta, però troppo statica. Ci sono pochi cambi di inquadrature, troppo pochi.

Un’altra cosa che non funziona granché, nella sceneggiatura, è l’inganno, che ci viene rivelato prima che sia messo in atto. Nonostante il momento in cui questo inganno viene fatto sia molto bello da vedere (la più bella fotografia di tutto il film), non mi è piaciuto che l’abbiano rivelato prima. Secondo me potevano nasconderlo e creare un colpo di scena.

Ultima cosa, la lentezza. Il problema non è che il film è lento, molti dei film che guardo, e mi piacciono, sono lenti. Anche Arrival o Dunkirk sono lenti. Il problema è che si avverte troppo questa lentezza, cosa che non è successe quando ho visto i due film prima nominati. Sia Arrival che Dunkirk durano due ore circa, L’inganno dure un’ora e mezza, ma mi è sembrato più lungo. Secondo me avrebbero dovuto alleggerirlo, nel senso di far sentire meno questa lentezza. Questo è un grande punto a sfavore.

Come sempre, le ultime parole della recensione si spendono per gli attori, che ripeto mi sono piaciuti per la loro grande alchimia. Grandissima la Kidman, soprattutto nel momento dell’inganno. Una performance da osservare perché la nomination agli Oscar è molto probabile. Anche Kirsten Dunst e Colin Farrell sono stati bravi e anche loro sono da osservare per una futura nomination rispettivamente come, attrice e attore non protagonista.

Quindi, tirando le somme, ve lo consiglio? Sì! Tra Valerian e questo non c’è proprio paragone. Certo, non è un capolavoro, è un buon film, da guardare assolutamente.

Voto: 72/100

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Vi lascio il link del trailer: https://youtu.be/YvgwrBbQN5Q

E, per la prima volta, vi voglio lasciare i link di qualche altra mia recensione per dei film che sono ancora in programmazione questo weekend e che potreste ancora non aver visto.

Dunkirk

Baby Driver